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71° Trento Film Festival- Socialità e tolleranza ad alta quota: i Gelada

Il Trento Film Festival ha scelto l’Etiopia come Paese ospite per l’edizione 2023. Tra i numerosi eventi organizzati alla scoperta delle sue meraviglie naturalistiche, uno ha visto la partecipazione della primatologa e docente dell’università di Pisa Elisa Palagi, che ha dedicato gran parte della propria vita lavorativa allo studio dei Gelada, le scimmie alpiniste che abitano unicamente alcuni altipiani etiopi tra i 2000 e i 4000 metri d’altitudine.

Palagi si è avvicinata alla loro osservazione in natura nel 2017 dopo averli studiati per una decina di anni in cattività in uno zoo tedesco e si è subito resa conto che l’innalzamento delle temperature costringe a spostare le coltivazioni umane sempre più in alto, andando a minacciare l’ecosistema di questi primati. “I Gelada sono abituati a condividere gli spazi con l’uomo in modo più o meno pacifico ma solo alle altitudini minori”, spiega la ricercatrice.

Questi interessanti scimpanzé hanno una struttura sociale stratificata e complessa: il gruppo base (core-unit) è un sistema ad harem che si compone di un maschio dominante – riconoscibile per le dimensioni maggiori -, le femmine a lui associate e i cuccioli. Spesso questi branchi convivono con altri per una migliore difesa dai predatori, formando così i team. Più squadre assieme vanno poi a comporre la community. La convivenza basata sulla tolleranza reciproca è favorita dalla loro alimentazione a base di erba, risorsa facilmente reperibile.

Sono anche conosciute come “scimmie dal petto sanguinante” per via di una macchia rosso-fucsia a forma di clessidra sul ventre. Nelle femmine è contornata da vescicole – presenti anche sul sedere – che, nel periodo fertile, diventano turgide in modo da segnalare al maschio che sono pronte per l’accoppiamento. L’amplesso avviene solo dopo esplicito consenso da parte delle femmine e spesso i due esemplari si guardano. Più è lungo il contatto visivo, più a lungo dura la copula e più probabilità ci sono che risulti in una gravidanza. Durante l’atto producono poi dei vocalizzi anche molto forti per segnalare alle altre femmine della core-unit che c’è una favorita. Al termine del rapporto avviene il grooming (spulciarsi a vicenda) che è un modo per comunicare affetto, così come abbracciarsi, ridere e contagiarsi con gli sbadigli, segno di capacità empatica, collante sociale ed elemento fautore di interazioni.

Quando nascono i piccoli sono di colore nero fino ai sei mesi, per assumere poi il manto nocciola degli adulti. Le femmine si aiutano a vicenda con la pratica del baby-sharing e i cuccioli tendono a creare play-unit senza badare al branco di appartenenza. Quando ridono tra loro poi la sessione di gioco dura più a lungo. I Gelada hanno infatti una forte mimica facciale, accentuata anche dai grandi canini – soprattutto maschili – che fungono da deterrente ai conflitti, oltre che come segno di salute che attrae le femmine.

Palagi conclude: “Proprio la loro capacità pacifica di risolvere i conflitti sarà l’oggetto del mio prossimo progetto di ricerca in collaborazione con una collega dell’università di Addis Abeba. Si svolgerà in un monastero dove i Fascisti compirono una strage di monaci: l’uomo ha davvero molto da imparare dagli animali”.

Cultura
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venerdì 19 Aprile 2024