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33 parole per lo spettacolo “Il vizio dell’arte”

A teatro

Il Vizio dell’arte di Alan Bennett – traduzione di Ferdinando Bruni

«Un esilarante gioco di “teatro nel teatro” che ha debuttato nel 2009 al Royal National Theatre di Londra, proprio dove l’autore l’ha ambientato.

Cuore del play è l’incontro tra il poeta Wystan Hugh Auden e il compositore Benjamin Britten, che si rivedono, ormai anziani, dopo vent’anni di lontananza. La corrosiva verve di Bennett trasforma l’incontro tra due uomini straordinari in una straordinaria commedia. […]L’ironia di Bennett emerge nel confronto serrato tra i due protagonisti, vale a dire Bruni e De Capitani che interpretano due attori che a loro volta vestono i panni di due personaggi, in un meccanismo perfetto di teatro nel teatro. Intorno si agitano l’autore, gli altri interpreti, il direttore di scena e i tecnici, tutti alle prese con le idiosincrasie, le insicurezze e i vizi di ogni compagnia teatrale che si rispetti, descritte con l’acutezza e la cattiveria di chi le ha vissute dall’interno. Vita e arte si intrecciano alla perfezione di questo testo, accolto con entusiasmo dalla critica italiana e inglese».

vizio arte banner

E chi l’ha visto cosa dice? Lasciamo la parola ai nostri Trentatré spettatori:

Testo stimolante, denso di riferimenti e d’ironia prettamente britannica, tanto che sembra di assistere ad una rappresentazione in lingua originale, con i sottotitoli. Il risultato è un piacere per la sfera intellettuale, ma non per quella emotiva. Ne è prova la fredda reazione del pubblico.
Enrico Miorelli (33 Trentini in 33 parole)

In questo gioco di scatole cinesi ci si perde a volte un po’. Per fruire appieno di tutte le sfumature, si dovrebbe essere degli anglisti convinti. L’incontro fra i due “British artists” riassume la quintessenza dello humour inglese: pisciate nel lavandino, fellatio e altre amenità che si mescolano a riflessioni sul mestiere dell’attore e sulla vita in generale. Bello ed esagerato il pezzo finale di Auden, declamato a pieni polmoni:
Katia Vinco (33 Trentini in 33 parole)

Cultura
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mercoledì 17 Aprile 2024