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Un grido che deve diventare un’eco: stop al razzismo

La partita tra Udinese e Milan del campionato di calcio di Serie A ha vissuto, per l’ennesima volta negli ultimi anni, un brutto episodio di razzismo ni confronti del portiere rossonero Mike Maignan. “Monkey”, questa la parola intonata a squarcia gola dai tifosi friulani che ha spinto l’estremo difensore a lasciare indignato il campo di gioco.

“Io me ne vado” e così ha fatto. Ha abbandonato momentaneamente il terreno verde insieme ai suoi compagni di squadra. Per qualche istante è piombato un silenzio assordante nello stadio e l’arbitro Maresca, dopo un consulto con i suoi collaboratori, ha invitato gli addetti ai lavori ad annunciare con gli autoparlanti le solite parole “minacciose” che avrebbero portato, in caso di reiterazione degli insulti, alla sconfitta a tavolino per la formazione di casa.

La sospensione della sfida è durata circa cinque minuti, fino a quando la formazione rossonera ha deciso di ritornare in campo e continuare. Ma forse non avrebbe dovuto, perché ormai siamo sempre alle solite. Forse sarebbe stato giusto interrompere in maniera definitiva la partita perché certi comportamenti non possono passare inosservati, devono essere sanzionati e utilizzati come esempio per le generazioni future.

Il Milan, già durante l’intervallo, ha preso posizione con un post sui social “siamo sconvolti” e il mister Stefano Pioli al termine del match ha dichiarato che “questi ignoranti devono stare fuori”. Lo stesso Maignan ha enfatizzato: “Non è il giocatore ad essere stato attaccato, ma l’uomo e il padre di famiglia. Non è la prima volta che mi succede. E non sono il primo a cui succede. Abbiamo fatto annunci, campagne pubblicitarie, protocolli e non è cambiato nulla. Oggi è l’intero sistema a doversi assumere le responsabilità: gli autori di questi gesti, perché è facile agire in gruppo e nell’anonimato della tribuna; gli spettatori sugli spalti, chi ha visto o sentito tutto ma ha deciso di tacere è complice.”

Ora la palla passa al Giudice Sportivo e agli organi competenti. L’augurio è che, oltre alle sanzioni pesanti da infliggere nei confronti dei responsabili, questa sia stata l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso, già fin troppo colmo di rabbia e tristezza.

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mercoledì 21 Febbraio 2024