Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

Tutti attenti al Busy Bragging

Nel mondo frenetico e iperconnesso di oggi, la cultura del lavoro ha subito un’evoluzione notevole. Non è più sufficiente semplicemente svolgere il proprio compito; ora, la narrazione delle proprie attività quotidiane sembra essere diventata una forma d’arte in sé. Questo fenomeno, noto come “Busy Bragging” o vantarsi di essere impegnati, sta emergendo come una tendenza spesso controversa.

Il termine deriva dall’inglese “busy”, che significa occupato, e da “to brug”, ossia vantarsi. Si tratta di un fenomeno sociale e culturale che sta interessando moltissime persone e in particolare coloro che si caratterizzano per bassa autostima, paura di essere giudicati e costante ansia di autorealizzazione.

Il Busy Bragging, in breve, si verifica quando le persone utilizzano i social media, conversazioni o altre forme di comunicazione per esaltare e magnificare il loro carico di lavoro e il loro stile di vita impegnato, come se ci fosse un rapporto direttamente proporzionale tra l’essere impegnati ed essere professionisti affermati e soddisfatti. La corsa incessante per dimostrare quanto si è occupati è diventata una sorta di status symbol, alimentando una cultura in cui il riposo è spesso sottovalutato.

Nella cultura dell’iper-connessione più si è occupati e più si vale. L’essere costantemente “in affanno” per i troppi impegni rappresenta, infatti, motivo d’orgoglio e suscita invidia da parte degli altri. In caso contrario, invece, si può risultare pigri e poco interessati a ciò che accade nel mondo del lavoro e, più in generale, a tutto ciò che ci circonda.

Le persone che soffrono di questo “disturbo” hanno alcune abitudini in comune come, ad esempio, il fatto di dormire poche ore, lavorare oltre l’orario lavorativo, dare poco spazio ad affetti e amicizie, non concedersi pause e vacanze.

Un comportamento del genere, reiterato nel tempo, può comportare ansia, stanchezza e affaticamento, allontanamento da amici e famigliari, alterazione del sistema immunitario e specifiche patologie quali insonnia e problemi cardiaci.

In un mondo sempre più veloce, è essenziale riflettere sul significato del nostro impegno e riconsiderare se la cultura del Busy Bragging veramente ci avvicina al successo e alla soddisfazione personale. La chiave potrebbe essere trovare un equilibrio sano tra il lavoro e il riposo, dando il giusto valore alle attività professionali, senza rinunciare allo spazio fondamentale delle relazioni personali.

 

 

 

Attualità
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

mercoledì 21 Febbraio 2024