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Serve curiosità per cercare la bellezza, una vera e propria economia

“Se non siete curiosi, lasciate perdere”. Lo ripeteva come un monito “pro futuro” ai giovani il designer milanese Achille Castiglioni. È la curiosità, infatti, che porta a cercare (e spesso a trovare) la bellezza anche negli angoli più nascosti, negli anfratti che spesso non sono esplorati dai più. Con quest’obiettivo è nato l’inserto de Il Sole 24 Ore “How to Spend It”, dedicato al design e alle bellezze italiane.

A dialogare con Nicoletta Polla Mattiot, direttrice dell’inserto, i fratelli Michela e Paolo Baldessari dello Studio Baldessari e Baldessari (Rovereto), Matteo Lunelli, presidente e Ceo di Ferrari Trento e presidente di Altagamma, e Matteo Felicetti, Ceo di Fiemme 3000, in un incontro che si è tenuto venerdì 3 giugno, “Economia della bellezza: il lusso e l’esperienza del territorio”.

Un anno fa, ha raccontato la direttrice di “How to Spend It”, è nata l’idea di dedicare un numero della rivista al Trentino. L’incarico di scovare l’oggetto del racconto è andato a Michela e a Paolo Baldessari, che hanno individuato alcune realtà “virtuose”. “Abbiamo valorizzato luoghi sconosciuti e nascosti, ma anche posti più conosciuti – ha spiegato Michela Baldessari – andando però a guardarli con un occhio attento e cercando di coglierne sfumature diverse. Ci vuole sempre molta curiosità nell’esplorare ciò che ci circonda. Il maestro di design Achille Castiglioni diceva sempre: ‘Se non siete curiosi, lasciate perdere’. Se non c’è l’impulso a scoprire, il design non fa per voi”.

Nel Novecento il Trentino ha dato i natali a personaggi illustri: basti pensare ai nomi di Fortunato Depero, Carlo Belli e Fausto Melotti. “Nella nostra ricerca abbiamo pensato a questi grandi personaggi – ha detto Michela Baldessari – che hanno lasciato delle tracce importanti nel territorio”. I fratelli Baldessari sono abituati a partire da un impulso per costruire un racconto. “Gran parte dei nostri progetti sono progetti indiziari – ha affermato Paolo Baldessari -: partono, cioè, da una traccia. Questo consente di continuare ad aprire delle porte e, come in una sorta di esondazione di un fiume carsico, emerge una moltitudine di mondi”.

Non c’è mai un punto di arrivo, nella ricerca della bellezza. “Se non sei curioso – ha aggiunto Paolo Baldessari – non riesci a bloccare determinati dettagli e sfumature che, alla fin fine, rendono grandi le cose. Anche quando credi di conoscere già qualcosa, di avere un occhio educato al bello, la ricerca deve continuare: la bellezza ha un valore che non è solo materiale, ma anche immaginifico”.

Più volte nel corso dell’incontro si è sottolineata l’importanza della “sinestesia”, in altre parole della capacità di apprezzare la bellezza con i cinque sensi, non limitandosi solamente allo sguardo. Sono entrati in gioco anche il senso del gusto con le Cantine Ferrari e il senso dell’olfatto con il profumo del legno di Fiemme 3000.

“Il vino è l’espressione di una tradizione e di un territorio – ha affermato Matteo Lunelli -. Nel nostro nome, Trento Doc, ci sono le nostre radici, e le nostre bollicine sono l’espressione del microclima trentino e di un territorio che dobbiamo tutelare, conservare e promuovere”. Lunelli ha parlato anche di sostenibilità, un valore cardine che emerge sia dal punto di vista della domanda sia dal punto di vista dell’offerta nel mercato attuale. “Si chiede sempre di più di creare un prodotto di eccellenza a 360 gradi – ha detto -, quindi eccellente anche nell’interazione con l’ambiente, con i propri stakeholder e con la comunità che ospita l’azienda”. Le Cantine Ferrari hanno cominciato questo percorso anni fa. Il risultato è che “tutti i nostri vigneti sono certificati biologici”, ha aggiunto Lunelli.

Fiemme 3000 promuove invece la bellezza del “sentirsi a casa” in un ambiente curato con una pavimentazione in legno. “Ci piace pensare – ha spiegato Marco Felicetti – che abitare meglio significhi abitare sano, con materiali biocompatibili, cioè naturali. Per questo ci stiamo preoccupando della lavorazione del legno: tutta la nostra ricerca, che continua, ruota sull’uso di prodotti di origine vegetale e biocompatibili”.

In Giappone, come ha raccontato il responsabile di Fiemme 3000, ci sono dei percorsi nelle foreste pensati appositamente per le persone che soffrono di depressione. “Noi continuiamo a lavorare a norme che eliminino ciò che fa male – ha detto -, ma perché non andare a promuovere invece sostanze che fanno bene, che, se respirate, creano situazioni di benessere?”. Felicetti ha citato una ricerca realizzata da Fiemme 3000 assieme al Cnr, che ha studiato le sostanze organiche volatili (voc) dei pavimenti dell’azienda: “È emerso – ha concluso – che le voc emesse dai nostri pavimenti sono le stesse di quelle che ci sono nella foresta”.

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mercoledì 17 Aprile 2024