Ma leggere serve ancora?

C’è un dato, in Italia, particolarmente preoccupante: l’elevatissimo tasso di analfabetismo funzionale. Secondo la definizione del Rapporto PIAAC-OCSE questo tasso indica il numero di persone che “non riescono a comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere con testi scritti per intervenire attivamente nella società”. Il dato riportato dalla ricerca, se non fosse per l’autorevolezza della fonte, apparirebbe del tutto inverosimile: quasi metà della popolazione rientra in questa “area” di vera e propria povertà. Ovviamente non si tratta di una povertà materiale, ma la debolezza del senso civico che lascia trasparire è davvero inquietante. Le ragioni di un così vistoso handicap civico sono molte, ma su una è facile convenire, come ben documentato da molte ricerche in merito: la scarsa propensione alla lettura.

La lettura favorisce infatti l’accrescimento culturale, migliora la capacità di parlare e di scrivere, aiuta a comprendere la società e i suoi meccanismi, rallenta i ritmi ossessivi della quotidianità. Inoltre, fa sognare, divertire, ragionare, provare situazioni che nell’esperienza reale non si potrebbero vivere: pensiamo al potere evocativo dei romanzi, che ancor più dei film lasciano spazio all’immaginazione e al gioco libero del pensiero.
Il problema è che in Italia si legge sempre meno. Dai dati più recenti si rileva che 4 italiani su 10, nel corso di un anno, hanno letto almeno un libro al di fuori degli ambiti scolastici e lavorativi. Il divario tra uomini e donne si è consolidato progressivamente arrivando a una differenza di circa 13 punti percentuali a favore delle seconde, le donne. Il livello di istruzione si dimostra un elemento fortemente discriminante nell’abitudine alla lettura, che è radicata soprattutto fra le persone con un titolo di studio più elevato. Se nelle regioni del Centro-Nord la situazione appare, seppur in peggioramento, non molto distante da quella degli altri Stati europei a noi paragonabili, il Sud rivela dati notevolmente negativi. In questa particolare graduatoria il Trentino occupa la prima posizione, con poco più della metà delle persone che dichiara di aver letto almeno un libro nell’ultimo anno.

Se accettiamo che la lettura sia uno dei più potenti antidoti contro l’analfabetismo funzionale, e che questo sia uno dei più gravi pericoli per la qualità del nostro sviluppo sociale ed economico, è necessario che i pubblici decisori mettano la lettura e il suo sostegno al centro delle loro preoccupazioni. Come è indispensabile che la cittadinanza, nel suo insieme, avverta come primaria questa necessità e la promuova con forza e convinzione. Una ragione in più per sostenere, e amare, UnderTrenta e la sua avventura.

In Italia si legge sempre meno: è davvero un danno? Se lo è, quali soluzioni per perseguire politiche pubbliche di invito e di sostegno alla lettura? Quale il ruolo dei media e delle case editrici? Cosa possono fare i singoli?

#LaSfida di UnderTrenta è aperta a tutti: autori e lettori. Inviaci la tua riflessione! Sfida accettata

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lunedì 23 Novembre 2020