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Lipstick effect: piccoli lussi, per affrontare il mondo a testa alta

“Il rossetto è molto più di un prodotto. È qualcosa che ti trasforma”. La frase è dell’imprenditrice Poppy King che si occupa, appunto, di cosmetici e identifica bene quello che da oltre cent’anni nella nostra società rappresenta molto più di ciò che è.

La storia di questo cosmetico è antica: parrebbe infatti che il primo rossetto sia stato ritrovato nella tomba della principessa Shubad, sovrana della città sumera di Ur. Non si è certi che la pasta compatta, composta da olio di sesamo, pigmenti ed essenza di rosa corrisponda ad un rossetto rudimentale; tuttavia, esistono anche altri ritrovamenti simili che provano l’uso di pigmenti, oli, cera ed emollienti per dipingersi labbra e occhi, come nel caso di Cleopatra.

Fino ad arrivare al 1840 quando Guerlain, azienda francese, produsse il primo lipstick, come lo conosciamo oggi.

Il rossetto come bene di consumo si lega all’indice dell’andamento economico, quando aumentano le sue vendite, anticipando, o evidenziando, secondo gli esperti, un periodo di crisi.

Naturalmente non si tratta di scienza e la teoria posa le sue base su diversi campi, tra cui anche quello psicologico. Sembrerebbe infatti che, come accaduto nella crisi 2007-2009 e prima ancora in seguito all’attentato alle Torri Gemelle del 2001, le persone tendano ad acquistare di più piccoli beni di lusso, come i rossetti. Anche nel 2022, in Germania, le vendite dei cosmetici sono aumentate del 16%.

Ma perché spendere del denaro in beni di consumo non necessari, proprio in tempi economicamente difficili? Posto che non si tratta di una teoria sempre vera e con alcuni contraddittori, è curioso approfondirla, perché tocca la quotidianità delle persone.

Chi non può permettersi di acquistare un’auto, una casa o di fare le vacanze alle Maldive, decide di concedersi quotidianamente un po’ di lusso e di migliorare così la propria autostima. Il rossetto è il prodotto che dona sia un aspetto migliore, più curato ed elegante, sia l’illusione di essersi concessi qualcosa di non strettamente necessario e perciò non alla portata di tutti. È inoltre uno strumento di comunicazione, così come lo sono i colori degli abiti che indossiamo e gli abiti stessi. Grazie al colore del rossetto e alla cura che abbiamo impiegato nel metterlo, senza sbavature, con o senza matita per labbra, stiamo trasmettendo la nostra personalità ed il nostro stato d’animo a chi ci guarda.

Anche la scomparsa delle mascherine ha certamente contribuito, dopo il covid, all’aumento della vendita dei cosmetici per le labbra, non solo per motivi di crisi economica, ma anche per valorizzare nuovamente una parte di viso per anni coperta.

A differenza di alcuni prodotti di bellezza più costosi, il rossetto è spesso disponibile a una frazione del costo. Questa accessibilità lo rende un rituale di bellezza accessibile a chiunque, indipendentemente dallo stato economico.

In un mondo in continua evoluzione, l’effetto lipstick persiste come un’affascinante testimonianza del desiderio umano di sicurezza e bellezza. Il rossetto, un modesto tubetto di colore, si erge come un faro di fiducia durante le tempeste economiche, illuminando visi e anime con la sua magia senza tempo. Indipendentemente dalla situazione finanziaria, il rossetto continua a dimostrare che la vera bellezza va oltre l’apparenza, nutrendo la sicurezza interiore che si riflette sulla pelle.

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lunedì 4 Marzo 2024