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L’inverno sta arrivando

Se non avete letto i libri di George R. R. Martin, o se non avete guardato la serie Game of Thrones, cambiate pagina. Tornate alle vostre sane attività all’aria aperta, o guardatevi l’ultimo episodio della Signora in Giallo, o fate qualsiasi cosa abbiate fatto mentre io perdevo ore della mia gioventù davanti allo schermo del pc.

«L’inverno sta arrivando». Eddard Stark*, protettore del Nord, lo ripete sempre. Come a dire “è freddo, ma arriverà un tempo in cui sarà ancora più freddo, buio e pericoloso”. Insomma, preparatevi al peggio, tenente un profilo basso, state – stiamo uniti, sacrificate quello che potete in vista dell’Inverno, quello vero. Che deve essere almeno un po’ il sogno perverso di ogni Capo di Stato, quello di avere un pericolo incombente sul quale contare per tenere le fila dei cittadini, per farli restare desti, accesi di vivo patriottismo e diritti. E tutto senza dover almanaccare sul nemico capitalista che con il suo nero cilindro viene a rubarti i campi seminati da sotto i piedi, o senza inventare puzzolenti bolscevichi che arrivano e ti mangiano i bambini. Un nemico reale, seppur etereo e impalpabile – alla quarta stagione mica s’è capito bene cos’è questo inverno, si sa solo che prima o poi arriva – qualcosa contro cui non si può che provare timore e rispetto. Nessuno tifa di nascosto per l’Inverno, non ci sono spie che parteggiano per lui. Tutti si organizzano per affrontarlo al meglio, senza sprechi, accantonando risorse durante la lunga estate (durante la quale gli abitanti del Nord girano comunque imbacuccati e battendo i denti).

La qual cosa, volendo lanciare un’occhiata stralunata al mondo reale, è un po’ quello che voleva fare il Governo Monti: convincere che era freddo ma che presto lo sarebbe stato ancora di più. Invece di gradi centigradi e di metri di neve si parlava di spread e di deficit, ma il concetto era più o meno lo stesso. Adottare l’austerità per poi magari un giorno arrivare a coprire tutti gli ammanchi, annunciando fiero come un Lannister che “un italiano paga sempre i propri debiti”: questo, in estrema e fantas[y]osa sintesi, il sogno di Monti.

«L’inverno sta arrivando», controparte orrorifica e chimerica della massima «il baratro della crisi è sempre dietro l’angolo». E per quelli nati tra gli ’80 e i ’90, quelli cioè entrati nel mondo del lavoro a pari passo con il serpeggiare della congiuntura, è un po’ come vivere costantemente alle soglie di quella fantasiosa lunga fredda stagione. Ma se quello dell’inverno, per gli Stark del Nord, è un motto e insieme un monito, quello della crisi per noi è diventato un vero e proprio mantra, che crea quasi assuefazione. Un mantra che ci spinge a disinteressarci ai grandi problemi pubblici, ad avere una crescente sfiducia verso le Istituzioni – determinandone in parte la paralisi – e ad adottare una mentalità di sopravvivenza simile ad un fiacco letargo (da qui, forse, le ore passate davanti alle serie TV).

* Eddard è uno dei personaggi principali del primo romanzo dello scrittore statunitense George R.R. Martin, A Game of Thrones (pubblicato in Italia nei volumi Il Trono di Spade e Il grande inverno).

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