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La geopolitica nello spazio: la leadership tradizionale americana, le iniziative della Cina, il ruolo dell’Europa

La tensione verso l’ignoto, l’infinito, è caratteristica intrinseca dell’uomo, da sempre. Lo spazio attorno al pianeta terra rappresenta quel pezzo d’infinito che, negli ultimi decenni, è apparso sempre più vicino e “accessibile”. Vien da sé che le logiche “terrene” si inseriscano in questa corsa allo spazio, e che i principali attori delle vicende geopolitiche mondiali diventino anche i principali protagonisti di quella che viene definita tecnicamente “Geopolitica dello spazio”.

Di quest’argomento si è dibattuto nel corso dell’evento “La geopolitica nello spazio: la leadership tradizionale americana, le iniziative della Cina, il ruolo dell’Europa”, andato in scena al Teatro Sociale di Trento nell’ambito della prima giornata del Festival dell’Economia 2022. Protagonisti dell’incontro Roberto Battiston, Ordinario di Fisica Sperimentale all’Università di Trento; Marta Dassù, editor in chief della rivista Aspenia ed editorialista di Repubblica; Plinio Innocenzi, Ordinario di Scienza e tecnologia dei Materiali all’Università di Sassari e Jean-Jaques Tortora, Direttore dell’European Space Policy Institute di Vienna.

“Lo spazio è un tema che, negli anni ed anche in contesti di grande tensione internazionale, ha aperto importanti strade di collaborazione tra i vari paesi”, ha esordito Battiston sottolineando che anche “quando a terra si preparavano bombe atomiche, nello spazio si è cercato di fare qualcosa insieme”. Il riferimento è naturalmente alla seconda metà del Novecento e ai grandi periodi di tensione tra USA e URSS, che sono coincisi anche con le prime missioni spaziali che hanno iniziato ad indirizzare le leadership in quest’ambito.

L’occasione per un confronto immediato con la contemporaneità è ghiotta ed è Tortora a sottolineare come “la geopolitica, mai come ora, sta interferendo nel settore spaziale” in controtendenza rispetto ad anni in cui “si era convinti che lo spazio fosse immune da tali meccanismi”. Lo spazio, equiparato oggi ad altri settori, risente quindi delle situazioni “terrene” e degli scenari internazionali che vanno in direzione di una sempre maggiore convergenza tra Europa e area atlantica con la Cina che, come evidenzia Marta Dassù, “rimane oggi il vero competitore degli Usa nella corsa allo spazio”. L’esperta di politica internazionale ha poi osservato come, nel corso degli anni, le grandi potenze abbiano sfruttato sempre di più lo spazio, che è andato sempre più territorializzandosi, come occasione per acquisire maggiore predominanza terrena e come gli Stati Uniti detengano attualmente la leadership in quanto a visione a lungo termine, a risorse umane impiegate nell’ambito e soprattutto in quanto a finanziamenti messi in campo.

Un discorso a parte merita la situazione della Cina, paese autoritario e caratterizzato da grande efficienza, determinazione e volontà nel cercare di raccogliere successi governativi a fini anche propagandistici. È il professor Plinio Innocenzi a sottolineare come “la grande sfida sarà confrontarsi con questa potenza, trovando il modo di non isolarla e renderla quindi meno ostile nei confronti dell’Occidente; tenendo conto del fatto che essa sta giocando un ruolo fondamentale nello sviluppo satellitare di molti paesi del’Africa e del Sudamerica”, in una sorta di nuova Via della Seta nello spazio.

Nelle battute conclusive dell’incontro si è lanciato uno sguardo al futuro, con un giro di opinioni sulle possibili conseguenze che la guerra in Ucraina potrà avere in quest’ambito e sugli equilibri verosimilmente mutati tra i principali attori in gioco. “Non sappiamo come finirà la guerra, ma se la Russia rimarrà sotto sanzioni occidentali per un lungo periodo un suo avvicinamento alla Cina appare inevitabile, con possibilità di collaborazione con l’occidente sempre più modeste”, spiega Marta Dassù che specifica l’eventualità di “trovarsi con due ordini spaziali alternativi: USA e Cina/Russia con l’Europa che, in un tale scacchiere, dovrebbe aspirare a ricoprire un ruolo volto a rilanciare il multilateralismo”. Tenendo naturalmente conto anche di tutte quelle “medie potenze spaziali” – come Turchia, Indonesia, Pakistan e tante altre – che stanno affermando sempre più i loro interessi e, come sottolineato dal professor Innocenzi, “di quei privati come Elon Musk che possono inventarsi, oggi, nuove e concrete corse allo spazio”.

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mercoledì 17 Aprile 2024