Fondazione Megalizzi – L’eredità di Antonio

Chi scrive non ha mai davvero dato peso all’idea della morte, come del resto immagino sia comune a molti. E’ qualcosa che sappiamo arriverà, ma fino a quando non ne veniamo toccati, normalmente non è esattamente il primo pensiero al risveglio.

Il 14 dicembre 2018, questa mia leggerezza personale al riguardo è stata obliterata dalla cruda realtà: Antonio era morto. Una pallottola sparata in centro a Strasburgo lo aveva portato via. Portato via alla famiglia e agli amici, ma anche a migliaia di persone che conoscevano il reporter, appassionato europeista, solo per il suo lavoro. Quello che nessuno ha potuto cancellare però, è il valore e la forza delle sue idee, patrimonio da non sperperare e condividere specialmente con i giovani che come lui credono in un mondo diverso, fatto di inclusione e partecipazione.

Il 14 febbraio 2020 a Trento, alla presenza tra gli altri del presidente del Parlamento Europeo David Sassoli e di Antonio Tajani, la Fondazione Antonio Megalizzi si è ufficialmente presa carico di questo impegno. Nata per promuovere e sostenere idee legate alla cultura della legalità, della convivenza civile e della partecipazione attiva, tanto care al giornalista scomparso, ha però rischiato da subito che le proprie attività venissero bloccate sul nascere a causa della fase più acuta della pandemia in atto nella prima parte dell’anno. Difficoltà superate grazie ad un importante lavoro da “remoto”: grafiche informative sui temi più discussi del momento (ad esempio Covid-19 e la differenza tra le istituzioni europee), opera di debunking (pratica di mettere in dubbio o smentire, basandosi su metodologie scientifiche, affermazioni false o antiscientifiche) e video di giornalisti, persone addentro alle istituzioni europee e professori universitari, hanno permesso alla Fondazione di continuare il proprio operato.

Oltre ad avere la volontà di tutelare il nome di Antonio tramite la raccolta dei suoi scritti (molti dei quali si possono trovare nel libro di Paolo Borrometi, “Il sogno di Antonio”) e dei suoi podcast, la Fondazione continua nella sua opera di promozione e sostegno alla sperimentazione radiofonica (strumento di lavoro e passione di Megalizzi).

In questo periodo, che potremmo definire di “nuova normalità”, i progetti in divenire hanno come obiettivi principali i giovani e le scuole. Sono in elaborazione incontri di formazione sui principi e valori dell’informazione, il riconoscimento delle fake news e sulla partecipazione attiva, che verranno prontamente segnalati sul sito dedicato, (dove tra l’altro è possibile candidarsi come volontari) e la creazione di un glossario “europeo” tramite il quale si vuole rendere più immediato il riconoscimento delle istituzioni europee e della terminologia ad esse legata.

Il lavoro fin qui svolto nonostante le difficoltà, siano esse burocratiche, sanitarie o più semplicemente emozionali legate ai ricordi, è stato molto apprezzato. Ora non manca che perseverare per raggiungere gli obbiettivi prefissati. Proprio come farebbe Antonio.

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mercoledì 28 Ottobre 2020