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“Ditelo con i fiori”: l’amore profuma di esotici tulipani

Sei innamorato di una persona speciale e vuoi comunicarglielo con un fiore? Stai pensando alla rosa? Se è così, sbagli! Il tulipano è ciò che cerchi. Rosso se l’amore che provi è profondo, sincero ed eterno. Giallo se è solare, spensierato e ricco di meravigliosi sorrisi. Rosa per l’affetto e bianco per chiedere perdono. Viola se ti senti modesto ma dolce. Oppure screziato come le sfumature degli occhi della persona che ami.

E ora che abbiamo sfatato il primo mito, passiamo al secondo. Appena ho nominato il tulipano avrai visualizzato mulini a vento, campi sterminati e dighe immense. Hai sbagliato nuovamente: il tulipano non parla olandese. Le sue origini sono di gran lunga più lontane ed esotiche. Ci troviamo infatti nell’area del Pamir, dell’Hindu Kush e del Tien Shan e prima di arrivare in Europa dovremo aspettare l’anno 1554, l’ambasciatore fiammingo Ogier Ghislain de Busbecq e la generosità del sultano Solimano il Magnifico.

Una lancia va però spezzata a favore degli Olandesi: a differenza dei Viennesi – ai quali fu proposto per primi con scarsi risultati – oltre al fiore stesso ne colsero anche le enormi e molteplici potenzialità. A Carolus Clusius, botanico responsabile dei giardini reali di Fernando I, si devono poi lo studio, la coltivazione e la creazione delle circa 150 diverse specie di tulipano esistenti al mondo. A quel tempo in Olanda questo fiore divenne addirittura un bene di lusso dal costo esorbitante e con quotazioni in borsa. Tra il 1634 e il 1637 fu persino oggetto della prima speculazione capitalista documentata: la cosiddetta “bolla dei tulipani”.

Se è quindi comprensibile che questo fiore rappresenti i Paesi Bassi, tuttavia esso è anche il simbolo nazionale della Turchia. Durante l’Impero Ottomano era infatti sinonimo di ricchezza e potere: esibito insieme agli uccelli esotici nelle feste organizzate dai pascià. Lo stesso termine “tulipano” deriva dal turco tullband, che significa turbante, copricapo di cui la corolla ricorda la forma.

Sia nella letteratura che nella cinematografia questo fiore è il protagonista di molte storie. Ne “Le mille e una notte” il sultano faceva cadere un tulipano rosso ai piedi delle donne dell’harem per indicare la prescelta. Il tulipano nero divenne simbolo di forza, giustizia e vero amore in un romanzo ottocentesco di Alexandre Dumas. Silvio Soldini lo utilizzò invece per rappresentare il riscatto sociale di una casalinga nella commedia “Pane e tulipani”. È alla Persia però che dobbiamo la leggenda sull’origine di questo fiore.

C’erano una volta un giovane, Ferhad, e la sua amata, Shirin. Un giorno Ferhad decise di partire per cercare fortuna. Più il tempo passava e più Shirin si disperava. Decise così di andare a cercare il suo amore perduto, ma mentre camminava nel deserto, cadde su alcune rocce appuntite. Consapevole che non sarebbe sopravvissuta per rivedere il suo Ferhad, scoppiò a piangere. Cadendo, le lacrime si mescolarono al sangue e dal terreno spuntarono dei bellissimi fiori rossi: i tulipani, simbolo di vero amore.

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lunedì 26 Febbraio 2024