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«Tu non sei un bozzetto»

«Tu non sei un bozzetto. Dì no all’anoressia»: questo lo slogan della Campagna dell’agenzia brasiliana di moda Star Models. Due immagini accostate: a sinistra lo sketch (= bozzetto, schizzo) di una donna, usato di solito dagli stilisti per creare i vestiti; a destra una modella reale, ritoccata con Photoshop per renderla uguale al bozzetto.

Gli sketch, che sempre più si vedono nelle riviste anche al posto delle vere modelle, sembrano perfetti con le loro linee spigolose, stanno bene con qualsiasi vestito, ma dove trovano posto nella vita reale, fuori dal foglio? Se trasponessimo quelle forme in una persona, il risultato sarebbe una donna anoressica a livelli avanzati, che le persone si girerebbero a guardare non per l’abito ma per l’impressione agghiacciante che dà.
Ogni modella skinny è come una pallottola che colpisce la mente di giovani donne normali, pronte a tutto per essere come loro. E l’aumento del numero di ragazze (e sempre più anche dei ragazzi) affette da anoressia o bulimia, fomentate da siti in cui si trovano consigli su come affrontare il digiuno e incitamenti a tenere duro per evitare il nemico cibo, ne è la prova.

La campagna di Star Models fa capire quanto sia facile, attraverso un computer, cambiare le dimensioni di una persona; ma soprattutto mostra che i bozzetti non hanno il carattere e la vera bellezza delle curve, delle misure reali. Al massimo, possono fare la fine degli stickmen – i loro colleghi ancora più stilizzati – appesi, cioè, ad una corda, per dilettarci nei momenti di noia con L’impiccato.
Ma le donne non possono essere né noiose né appese a un filo.

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mercoledì 1 Febbraio 2023