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Storie di giovani che cambiano le cose: lo Strike di Giorgio Romanese

Parte da un luogo del cuore il racconto di Giorgio Romanese, 35 anni, premiato per il miglior storytelling all’edizione 2020 del bando Strike: le rive del lago di Levico, dove da ragazzino si ritrovava con i suoi amici a fare il bagno e divertirsi. «Mai avrei pensato – racconta all’inizio del video di cui è protagonista – che a distanza di anni entrasse così profondamente nella mia vita». Una riconnessione che va in profondità, sia nella sua esperienza di vita che nelle acque stesse del lago, diventando inaspettata metafora di rinascita.

Alla scomparsa dei suoi genitori, Giorgio eredita dei vigneti in Valsugana, terra anticamente conosciuta per la viticoltura, ma dove oramai da molto tempo questa vocazione produttiva era stata abbandonata. È il desiderio di voler continuare quanto iniziato dal padre a ispirarlo inizialmente e soprattutto a scegliere la produzione di spumante metodo classico, il TRENTODOC. «Ho iniziato a fare il vino undici anni fa – racconta – e per valorizzare la mia uva ho deciso di selezionare la migliore e dedicarmi al fiore all’occhiello dell’enologia trentina».

Il metodo per produrre il TRENTODOC è lo stesso utilizzato per lo Champagne, con un lungo affinamento in bottiglia, a basse temperature e al buio. Ed è qui che lo Strike di Giorgio prende forma in modo del tutto originale. «Qualche anno fa, facendo degli studi con un’associazione di sub del posto, abbiamo scoperto che nei fondali del lago di Levico ci sono le condizioni ottimali per l’invecchiamento di questa tipologia di vino: temperatura di circa 8 gradi tutto l’anno, sia d’estate che d’inverno, buio e una pressione costante. Così dal 2013 abbiamo iniziato a posizionare le bottiglie di vino a 20 metri di profondità, in gabbie d’acciaio di 500 bottiglie ciascuna».

Le bottiglie restano sul fondale per due anni interi, per riemergere con delle caratteristiche molto particolari, che rendono unico lo spumante della Cantina Romanese, la prima ed unica cantina in Trentino ad adottare questa rarissima pratica di invecchiamento subacqueo. Il perlage, ossia le bollicine, assume una tessitura molto fine e cremosa e anche l’evoluzione aromatica si differenzia rispetto all’affinamento tradizionale, dando vita a un prodotto che è diventato ambasciatore del territorio. «Un prodotto che unisce l’energia delle nostre montagne e della nostra natura (perché il vino è anche cultura del territorio) – conclude Giorgio lasciando trasparire nella voce tutta la sua emozione per questo traguardo – e che è un po’ una metafora della mia vita: dopo anni dove tocca il fondo, questo vino riemerge dal lago con una nuova anima, una nuova vita e per questo ne sono tanto orgoglioso».

“Strike” è promosso da Agenzia per la Famiglia, Natalità e Politiche Giovanili (APF) della Provincia Autonoma di Trento e Fondazione Demarchi in collaborazione con Cooperativa Mercurio e Smart. Tutti i video degli Striker sono disponibili sul sito www.strikestories.com.

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sabato 3 Dicembre 2022