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Quando un’idea parte dall’attesa dell’infusione del Tè: Adriano Giannini ci racconta il suo “Narratè”

Adriano Giannini è nato nei fantastici anni sessanta e dopo una laurea in Architettura e un master in Design strategico è diventato un rule braker, cosa che lo ha portato, in modo del tutto inatteso, a fondare e dirigere un’atipica casa editrice a Milano: la Narrafood Edizioni. Atipica perché oltre ad essere indipendente, produce e distribuisce Narratè®, la lettura ha scoperto l’acqua calda, un inedito format editoriale di food design composto da un filtro di tè/tisana collegato a un breve racconto il cui tempo di lettura, coincide con quello d’infusione: 5 minuti. Con lui collaborano, a fasi alterne, la sua compagna Patrizia assieme a una moltitudine di figure che vanno dagli scrittori agli editor ai traduttori, tipografi, agricoltori, artigiani (dell’insacchettamento e dell’assemblaggio), fino a competenze più classiche come commercialisti e avvocati.

Com’è nata l’idea e perché?

Il concept è nato da una notte insonne di una ventina di anni fa, durante la quale in attesa dei 5 minuti d’infusione della camomilla, per far passare il tempo, mi sono letto tutta la scatolina dei filtri, compreso lo stabilimento di produzione e il barcode. Lì mi sono detto: “Perché non hanno previsto un breve racconto che aiutasse a trascorrere piacevolmente il tempo necessario all’infusione?”. È seguita una breve ricerca per verificare che effettivamente nessuno l’avesse fatto prima e, constatato di essere il primo, ho cominciato a lavorarci.

Quando avete iniziato e come vi siete fatti conoscere?

Il processo di messa a punto ha avuto diverse fasi e diverse velocità. All’inizio è stato molto lento e complesso, poi pian piano ha accelerato fino al 2014 quando, vincendo un bando della Regione Lombardia per idee pre seed relative ai settori cultura e creatività, siamo riusciti a mettere a punto la prima filiera e una prototipazione di poche centinaia di pezzi. L’anno dopo, a giugno, nasce la società con la quale inizia a tutti gli effetti la nostra storia, grazie anche a Expo2015 che si teneva proprio a Milano e al coraggio di una funzionaria del Sistema Bibliotecario cittadino che sceglie di destinare il loro budget extra, legato a progetti di comunicazione proprio per l’Expo, all’acquisto di 3.500 pz di Narratè® “L’essenza di Milano in un tè”, ai tempi il nostro primo e unico titolo, da distribuire nelle 25 biblioteche cittadine in contemporanea all’Expo. Il nesso era dato dal fatto che il tema dell’evento fosse fortemente connesso alla cultura e al food, motivo per cui il nostro prodotto calzava a pennello. Subito dopo varie attività sui social e qualche redazionale ben centrato hanno innescato il passaparola che è ancora oggi la principale fonte di “notorietà” di Narratè®.

Cosa comporta, e che impegno richiede, questo tipo di attività?

Siamo ancora in una fase di estrema fragilità data la nostra piccola dimensione, per cui immaginate lo stesso impegno e disponibilità che impiega un contadino nel portare avanti la sua fattoria, dove non esistono orari, weekend, ferie o malattia e non puoi permetterti cali di passione. Va fatto quello che serve quando serve, non si può demandare né rinviare. In poche parole, un enorme senso di responsabilità e una resilienza al limite dell’umano.

Difficoltà, che però vanno di pari passo con le soddisfazioni…

Oltre all’impegno necessario già citato e dato il nostro particolare prodotto, l’essere nati in un Paese dove non si legge molto e che solo ultimamente sta scoprendo il tè crediamo non ci abbia favorito particolarmente. Le soddisfazioni maggiori invece le abbiamo senza dubbio dai nostri clienti e dall’entusiasmo con cui ci esprimono la loro ammirazione, a volte anche oltre le nostre aspettative e meriti.

In conclusione all’intervista, un pensiero da lasciare ai nostri lettori…

Concludiamo con le parole di Leonardo da Vinci, protagonista dei nostri Narratè: “La semplicità è la più grande sofisticatezza.” Parole che da sempre hanno ispirato la nostra idea di prodotto.

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martedì 6 Dicembre 2022