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Dallo Stonewall Inn ad oggi: la storia del Pride

Negli anni sessanta, il bar Stonewall Inn era un punto di riferimento per chi voleva sentirsi libero di esprimere se stesso in un’epoca in cui non era socialmente accettabile amare chi si volesse. Nella notte del 27 giugno del 1969, la polizia fece irruzione nel famoso locale del Greenwich Village di New York, armata di manganelli. Non era la prima volta che ciò accadeva, ma fu tuttavia la prima in cui i frequentatori del bar decisero di ribellarsi, rispondendo alla violenza. Leggenda vuole che fu l’attivista transgender Sylvia Rivera a scagliare il primo colpo nei confronti di una delle forze dell’ordine presenti. Secondo alcune fonti, la donna si sarebbe sfilata dal piede una scarpa col tacco, utilizzandola come arma, secondo altre invece, avrebbe scagliato una bottiglia di vetro. Tale gesto fu cruciale, poiché accese gli animi dando avvio ad una vera e propria rivoluzione. L’indomani, infatti, furono in molti, alla luce di quanto accaduto, a scendere in strada per fare sentire la propria voce, desiderosi di mostrare che una comunità LGBTQ+ esisteva e non si sarebbe più voluta (ingiustamente) nascondere.

Un anno più tardi, sempre nel mese di giugno ed in memoria dei moti di Stonewall, fu organizzato il primo Gay Pride della storia a New York. I partecipanti della parata scelsero di mostrarsi vestiti di sgargianti e colorati abiti, slip e costumi da bagno, passeggiando per le strade della città privi di quella paura che per anni li aveva accompagnati. Nello stesso periodo si svolsero altre manifestazioni anche a Chicago, San Francisco e Los Angeles, dove vennero installate delle transenne per rendere tali eventi non solamente un ritrovo in memoria di quanto accaduto (e di chi in tale episodio perse la vita) ma anche una vera e propria parata, che negli anni avrebbe trovato casa in molti altri paesi del mondo. Fu Roma, nel 1994, ad ospitare il suo primo Pride nazionale organizzato dal Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli con l’accordo dell’Arcigay.

Oggi tale manifestazione è presente in differenti nazioni nel mondo ed in tutti esse si svolge nel mese di giugno, che è per questo definito il “mese del Pride”. A parteciparvi, non è solo chi appartiene al movimento LGBTQ+ ma anche chi desidera celebrare e promuovere l’accettazione sociale delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, non-binarie e queer: tali eventi sono infatti aperti a tutti, indipendentemente dall’orientamento sessuale. Le coloratissime parate “Pride” hanno oggi la funzione anche di rivendicare quei diritti localmente ancora non acquisiti come lo è tutt’oggi, ad esempio, il matrimonio fra persone delle stesso sesso.

L’“orgoglio” di essere se stessi, così come la libertà di amare chi si desidera, non dovrebbe essere riservato solo ad uno dei dodici mesi dell’anno, ma dovrebbe essere piuttosto un sacrosanto diritto del quale gioire ogni singolo giorno.

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lunedì 26 Febbraio 2024