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Oriana Fallaci, il suo pensiero è ancora attuale?

 

Più attuale che mai oggi troviamo il pensiero di Oriana Fallaci rivolto all’islam; lei che vide il male di quella radicalizzazione ben prima del 1979, anno in cui intervistò Ruhollah Khomeini, e che 20 anni dopo vide le sue previsioni abbattersi sulle Twin Towers. Accusata da molti di essere razzista e di non capire la cultura altrui, ella ci aveva visto giusto.

 

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Nata nel 1929 a Firenze e cresciuta nel clima dittatoriale con un padre antifascista, Oriana Fallaci si formò sulle linee della resistenza temprando così il suo carattere forte conosciuto in tutto il mondo. La sua vita non fu tortuosa solo agli inizi ma grazie ai suoi reportage ed interviste fu sempre in prima linea negli avvenimenti della storia contemporanea dell’epoca. Visse molti anni a New York ma volle morire nella sua Firenze. Nel 2006 a causa un tumore ai polmoni morì lasciando la sua eredità al nipote Edoardo Perazzi, il quale pubblicò postumo il libro “Un cappello pieno di ciliege”.

Pur riconoscendole la sua bravura, passione e dedizione al lavoro di giornalista molti la accusarono per le sue idee sull’islam e sul Medio Oriente. L’accusarono per le sue idee sugli errori commessi dalla politica internazionale che ci hanno portato al clima di terrore di questi anni, sulle sue opinioni riguardanti la svogliatezza di combattere la Jihad di noi occidentali, illusi ancora di poter estirpare il male aprendo le porte delle nostre case. La sua preoccupazione dell’avanzata islamica in questi anni è divenuta realtà, ed al grido “Allah Akbar” Parigi, Barcellona, Manchester sono state colpite al loro cuore occidentale.

Khomeini le aveva spiegato bene cosa apprezzasse dell’occidente: gli agi, il condizionatore, l’auto e così dicendo. Quegli stessi agi che portavano alla corruzione morale, macchia che l’Occidente ha esportato con le sue idee di libertà e democrazia. Per Khomeini, non c’era bisogno di specificare che la Repubblica Islamica in Iran è democratica perché la parola Islam è tutto ed è anche impiccare una donna perché adultera, è frustare il proprio oppositore politico, è fucilare un omosessuale.

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Oriana Fallaci nei suoi scritti urlava al mondo occidentale di svegliarsi, di reagire a questa infestazione di “sciami di pipistrelli”, come chiamava le donne con lo chador. La sua lotta però era più vasta, era contro ogni tipo di sopruso e estremismo. Lei che ha intervistato i maggiori leader sulla scena politica, lei che fin dagli esordi aveva dichiarato la sua posizione rispetto al trattamento delle donne nelle terre musulmana ed in moti altri paesi del mondo grazie al suo libro “Il sesso inutile”(1961).

Nel testo “La rabbia e l’orgoglio” del 29 settembre 2001, Oriana Fallaci sfoga tutti i suoi pensieri e convinzioni in un fiume di parole dure e commoventi. Non ha mai dichiarato guerra all’islam, come alcuni sostengono; lei non è invece mai riuscita a capire il motivo del male che questi regimi infliggono, da quello islamico di Khomeini a quello franchista, fino a quello fascista.

 

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