Nonna Bologna

A Bologna ti senti a casa pur consapevole del fatto che è totalmente diversa da casa tua. Sarà che i suoi tetti rossi ispirano accoglienza, che i suoi portici ti riparano dalle intemperie e ti fanno sentire protetto creando uno spazio perfetto tra l’aperto e il chiuso. Ecco una metafora che potrebbe starci: Bologna è una nonna che ti abbraccia con i suoi portici, ti cucina sempre cose buone che non sai rifiutare e ti accoglie a braccia aperte con i suoi colori. Non è tutto rose e fiori perché sa riportarti alla realtà, ricordandoti che è sempre meglio girare con una tracolla piuttosto che con uno zaino. Gli scorci che ti regala possono essere unici ed insoliti, come Via Zamboni ricoperta di assorbenti in segno di protesta per la tassa di lusso che si paga all’acquisto o Piazza Santo Stefano che ti avvolge e ti trasporta in un senso di pace.

Bologna è la superstizione degli universitari che non attraversano le piazze in diagonale e che non salgono sulla Torre degli Asinelli perché temono di non laurearsi. È un aereo distrutto e ricomposto in periferia, una stazione il cui orologio il 2 agosto del 1980 si è fermato alle 10:25 e ancora sanguina, ma anche una finestrella sotto i portici e scritte antifasciste in centro.

Cosa fare a Bologna? Per prima cosa: esplorare il centro. Non preoccupatevi della pioggia, ci saranno i portici a proteggervi. Le mete d’obbligo sono ovviamente Piazza Maggiore, Piazza Santo Stefano e, per chi vuole assaporare il clima universitario, Piazza Verdi. Da Piazza Maggiore potete accedere al Voltone del Podestà che nasconde un mistero: se due persone si posizionano ai lati opposti nei quattro angoli degli archi che sorreggono la Torre dell’Arengo col viso rivolto verso il muro, ognuno potrà sentire l’altro come se fosse di fronte a lui. Tra i portici di via Piella potrete ammirare una curiosa finestrella che dà su un canale. Se non siete universitari o superstiziosi potrete salire sulla Torre degli Asinelli da cui si gode di una meravigliosa vista di tutta la città. C’è un’altra terrazza che dà su Bologna e si trova in cima a San Petronio, la cattedrale. I più temerari possono decidere di intraprendere la famosa camminata che porta al Santuario di San Luca, altro fantastico punto panoramico, raggiungibile da Porta Saragozza attraverso una lunga via porticata.

Bologna però è anche una città ferita e, a modo suo, ha voluto ricordare i segni del suo dolore. In via di Saliceto c’è il museo in cui è stato ricostruito l’aereo della strage di Ustica. Non è un luogo qualsiasi, è un tempio della commemorazione di vittime innocenti della casualità. Intorno alla ricostruzione dell’aereo si sviluppa l’installazione dell’artista francese Boltanski. Esso ha voluto rendere omaggio alle 81 vittime rievocando la loro presenza: ha posizionato sul soffitto 81 luci che si accendono e spengono al ritmo di un respiro e, nel perimetro del museo, ci sono altrettanti specchi neri da cui provengono voci diverse che sussurrano frasi quotidiane ma universali. Infine, tra i resti dell’aereo, ha collocato gli oggetti dei passeggeri che sono stati rinvenuti come boccagli e giocattoli dei bambini: cose comuni ma che, in quel contesto, assumono una forza spaventosa. Una volta usciti da quel museo sarete più consapevoli di quanto la vita sia effimera e preziosa.

A Bologna è impossibile non farsi tentare da tutte le ghiottonerie che propone: sono vietate le diete. Dai tortellini alla lasagna, dalla mortadella alla cotoletta alla bolognese. Non a caso uno dei suoi appellativi più famosi è la “Grassa”. Da Bologna tornerete di sicuro con qualche chilo in più ma con un mondo da raccontare. È una città che non ti farà mai sentire a disagio o fuori posto, proprio come una nonna che ti vuole bene.

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giovedì 20 Gennaio 2022