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Moris e il suo cambio di vita dopo la laurea

Alle volte nella vita capita di rendersi conto che la strada intrapresa non è quella che fa per noi ed è necessario cambiare direzione. È quello che è successo a Moris Valentini, trentatreenne laureato in Giurisprudenza che, dopo la laurea, ha riscoperto sé stesso e ha deciso di diventare programmatore informatico. L’abbiamo incontrato e ci ha raccontato la sua esperienza.

Quando hai capito che non volevi fare il lavoro per cui avevi studiato?

Dopo la laurea ho fatto la pratica forense. Una volta ultimata ho iniziato a capire che probabilmente questa non fosse la mia strada. Tralasciando il fatto che la crisi ha colpito in maniera molto forte l’avvocatura, soprattutto i giovani, non ero sicuro di voler passare la vita a risolvere problemi legali. Quindi ho messo in standby questo percorso e sono andato a fare un SVE in Spagna per la durata di un anno. Mi serviva del tempo per riflettere. Al mio ritorno avevo deciso di cambiare completamente strada, nonostante avessi già 29 anni.

Cosa hai scelto di fare dopo? Come hai vissuto il “cambio” di percorso?

Una volta ritornato dallo SVE ho iniziato a studiare informatica, sia in una scuola serale che online. Ho scelto questo genere di formazione perché da sempre l’informatica mi affascina molto e il mercato ha ancora fame di figure specializzate nell’IT.  Inizialmente ho fatto parecchia fatica a ragionare a numeri e non a parole ma, dopo molte ore di studio, le difficoltà si sono appianate e tutto è diventato più semplice e affascinante. La mia famiglia mi ha sempre supportato nonostante i miei cambiamenti: mi ha sempre dato fiducia e motivato. Sono stato supportato inoltre dai miei professori i quali sono sempre stati disposti a soddisfare ogni mia curiosità e dubbio.

Come hai trovato il tuo attuale lavoro e soprattutto…Come ti senti? 

Circa un anno dopo il cambio di percorso ho aperto partita iva. Una società presso la quale avevo fatto uno stage era intenzionata a commissionarmi lo sviluppo di un’applicazione Android e successivamente altre collaborazioni temporanee. Sapevo che avrei dovuto cercare qualcosa di più stabile e duraturo. Cercavo un’azienda nella quale poter imparare, crescere ed essere dipendente a tempo pieno. Fortunatamente dopo qualche tempo sono stato assunto in una grossa azienda di servizi con il ruolo di analista programmatore, prima con contratto di lavoro semestrale e poi con contratto a tempo indeterminato. Il lavoro che sto facendo mi piace molto, inoltre mi trovo molto bene con i miei colleghi e sono riuscito a raggiungere un discreto livello di stabilità.

Cosa vorresti dire ad un giovane “under trenta” in crisi al momento di scegliere cosa fare nella propria vita?

Innanzitutto gli consiglierei di prendersi il tempo necessario per riflettere. È fondamentale capire se un cambio di rotta aprirebbe qualche sbocco a livello lavorativo, oppure no. Nel caso in cui si rendesse conto che la strada che sta seguendo non sia la migliore gli consiglierei di cambiare senza guardarsi indietro e di dedicarsi al 110% al nuovo percorso senza mai lasciarsi scoraggiare né spaventare dal fatto che poi si troverà a competere con persone più giovani di lui, perché l’avere esperienza in diversi settori, a discapito dell’età, può anche essere valutata come una marcia in più. Spero non dobbiate mai fare un drastico cambio di percorso come il mio, però nel caso in cui dovesse succedere anche a voi, impegnatevi al massimo e vedrete che sarete ricompensati!

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sabato 3 Dicembre 2022