L’occhio su Trento: il fiume della città

In questo appuntamento L’Occhio su Trento si sofferma sul corso d’acqua che solca la città: il fiume Adige.

Il fiume italiano secondo solo al Po si snoda per 410 km tra il Passo Resia in Alto Adige e il Mar Adriatico, attraversando Trento dopo aver lambito Bolzano e prima di raggiungere Verona. Esso conferisce anche il nome alla Valle che da Merano si estende sino a Rovereto, nonché l’unica grande pianura del Trentino: la Valle dell’Adige.

Oggi il corso d’acqua risulta un po’ marginale per la città di Trento, scorrendo placido a fianco della tangenziale e dividendo dal centro solo gli abitati di Piedicastello e di Vela. In passato, invece, il ruolo dell’Adige era molto più centrale nella vita cittadina, poiché a essere più centrale era anche la sua posizione. Sino alla prima metà del 1800, difatti, il fiume non scorreva dove scorre attualmente, ma presentava un’ansa verso est, non lontano dal Castello del Buonconsiglio. Il vicino quartiere di San Martino, all’epoca, era un tipico villaggio di pescatori, fungeva da porto ed era un fiorente centro commerciale, che comprendeva anche una scuola nautica risalente al 1200. Inoltre, l’attuale Piazza Raffaello Sanzio era una spiaggia, utilizzata per attraccare le barche, e venne successivamente chiamata “Piazza della dogana” poiché proprio a questo era adibita l’adiacente Torre Verde.

Il paesaggio della città era molto differente da quello a cui siamo abituati noi oggi: anche Torre Vanga era lambita dalle acque del fiume, ospitava un altro porto cittadino ed era collegata alla sponda opposta da un suggestivo ponte coperto di legno. Il lato nord della città, dunque, risultava ben difeso dalla presenza del corso d’acqua, tanto che non fu necessario costruire mura massicce.

È tra il 1854 e il 1858 che avvennero – su ordine dell’Impero austriaco – i lavori di deviazione, o meglio di “raddrizzamento” dell’Adige. Lo scopo principale era quello di sviluppare il trasporto su rotaia preferibile a quello fluviale e, di conseguenza, si rese necessaria la costruzione della ferrovia. Nei progetti originali, tuttavia, la motivazione della deviazione si riscontra nell’evitare inondazioni e piene nel centro città. Nonostante ciò, sono state numerose le volte in cui il fiume ha rotto gli argini tornando in quello che era il percorso originale, inondando la parte nord della città.

Oggi l’Adige è protagonista nel mese di giugno, quando ospita due appuntamenti immancabili delle Feste Vigiliane: il Palio dell’Oca e la Tonca. Il primo è il nome della suggestiva gara di zattere che prevede prove di abilità tra i rappresentanti dei rioni e dei sobborghi della città; per la seconda si intende invece la riproposizione in chiave burlesca di un’antica pena per i condannati.

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giovedì 20 Gennaio 2022