Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

L’isola dove non esistono i colori

L’atollo di Pingelap, negli Stati Federati di Micronesia, nell’oceano Pacifico, è il fulcro degli studi di molti genetisti, neurologi e persino fotografi a causa di una particolarità: buona parte dei suoi abitanti non è in grado di distinguere il verde brillante della vegetazione o il colore della sabbia del posto in cui vive perché è affetta da acromatopsia, una malattia genetica che comporta l’incapacità totale di distinguere i colori. Per via di questa rara forma di daltonismo, Pingelap fu soprannominata “isola dei senza colore” dal neurologo britannico Oliver Sacks, che ne parlò nell’omonimo libro del 1996 in cui esplorava la singolare storia genetica del posto.

L’origine della malattia pare risalire alla fine del Settecento, quando un tifone si abbatté sull’atollo. Secondo le ricostruzioni degli etnografi, il tifone decimò la popolazione di Pingelap, risparmiando solo una ventina di persone, tra cui il re; le ricerche genetiche sulla popolazione locale hanno permesso di ipotizzare che il re avesse il raro gene collegato all’acromatopsia, che fu trasmesso ai suoi figli e quindi alle generazioni successive, arrivando fino a oggi.

Si stima che oggi tra il 4 e il 10% dei circa 250 residenti dell’atollo sia affetto da acromatopsia completa, il difetto ereditario della vista che oltre a non far distinguere alcun colore fa vedere molto male, soprattutto da lontano; per dirla con “National Geographic”, il «concetto di colore acquisisce un nuovo significato tra la gente del posto». L’acromatopsia è un’anomalia che sembra imputabile a un difetto congenito dei coni della retina, a cui si deve l’abilità di distinguerli. Generalmente chi ne soffre è anche estremamente sensibile alla luce e tra le altre cose è portato a muovere in maniera involontaria uno o entrambi gli occhi (nistagmo), per provare a distinguere gli oggetti, soprattutto in certe condizioni.

Come ha raccontato a BBC un abitante di Pingelap chiamato Herrol, alla luce del giorno gli è quasi impossibile tenere gli occhi aperti e tutto ciò che riesce a vedere – peraltro con dolore – sono immagini simili a un negativo di fotografie sovraesposte. «Quando c’è il sole non riesco a vedere per fare il mio lavoro», ha detto Herrol, che fa il pescatore; di sera invece ci vede molto meglio.

Le persone affette da acromatopsia «non vedono proprio alcun colore», ha spiegato la fotografa belga Sanne De Wilde che, nel 2015, intraprese un viaggio a Pingelap per realizzare una serie di fotografie che dessero l’idea di come gli abitanti percepiscono i colori. La fotografa usò una fotocamera digitale a infrarossi per provare a ricreare l’aspetto delle immagini così come potrebbero essere percepite, tenendo anche conto della grande fotosensibilità. Ne risultarono fotografie in cui le palme o le piante della foresta hanno varie tonalità di rosa, mentre il mare, il cielo o altri dettagli sembrano grigi.

Approfondimenti
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

  • Il #Moltiplicazionifestival 2022 ha avuto tra i suoi protagonisti i green content creator Alice P ...
  • Nel corso del #Moltiplicazionifestival è stato proiettato il documentario “PrimAscesa – la m ...
  • Tra gli eventi di apertura del Moltiplicazioni 2022, si è tenuto un dialogo d’ispirazione ince ...
  • Vi raccontiamo in quest'approfondimento l'incontro "Siamo Ovunque. Dialoghi ed esplorazioni sul m ...
  • La nostra redazione, lo scorso fine settimana, ha seguito il #moltiplicazionifestival di Rovereto ...
  • Puntuale come ogni anno, prima della fine dell’estate, anche nel 2022 è tornato Poplar Festiva ...

martedì 31 Gennaio 2023