L’eredità di Curiosity

Dopo 9 anni dalla partenza di Curiosity per Marte, l’ultimo rover NASA atterrato sulla superficie, altre missioni sono pronte a raggiungerlo per approfondire le sue scoperte. In particolare le 3 missioni partite quest’estate appartengono ad altrettanti paesi: gli USA, la Cina e gli Emirati Arabi.

Ma perché i lanci di queste tre missioni sono stati preparati per lo stesso periodo? Non è un caso, infatti esiste una finestra temporale ogni 26 mesi che permette alle sonde di raggiungere Marte in appena qualche mese sfruttando l’allineamento dei pianeti. In pratica in questo momento la Terra e Marte si trovano molto vicini, per gli standard planetari: 54,6 milioni di chilometri, circa 1365 volte la circonferenza del nostro pianeta. Per esempio la missione della NASA, partita in data 30 Luglio 2020, dovrebbe atterrare sulla superficie il 18 febbraio 2021.

Il nome di questa missione è Perseverance, Perseveranza, e può essere vista come l’erede di Curiosity. Entrambe sono delle missioni rover, cioè dei veicoli pensati per esplorare la superficie marziana. Gli scopi principali della missione sono gli stessi: determinare la possibilità della presenza di vita autoctona, analizzare il clima e le caratteristiche geologiche di Marte e raccogliere informazioni in vista di un futuro insediamento umano.

Il rover ha 6 ruote, di 1.65 m di circonferenza, connesse al corpo con delle sospensioni bogie e rocker, già utilizzate nelle missioni a terra precedenti. Questo assetto permette di affrontare percorsi impervi con una notevole elasticità (requisito indispensabile per affrontare una missione di esplorazione) e distribuisce il peso in modo equivalente sulle ruote, per evitare l’usura eccessiva di una di esse.

Uno degli aggiornamenti di questo nuovo rover, costruito sullo scheletro del progetto del primo, è la gestione dei campioni raccolti. La nuova trivella, implementata rispetto a quella precedente, permette di raccogliere materiale in una capsula della dimensione di una penlight (13mm di diametro e 60 millimetri di lunghezza), che può contenere circa 10-15 grammi di suolo marziano. Questi campioni verranno recuperati in un secondo momento da un’altra missione che li trasporterà sulla Terra per essere analizzati in laboratorio

La velocità massima che il rover può raggiungere, in piano è di 152 metri all’ora: cioè poco più della metà della velocità di un bradipo. Sembra molto poco, prendendo in considerazione anche il peso (1025 kg, come un’automobile di piccole dimensioni), ma ai fini della missione di esplorazione questo non è un handicap, anzi, permette di risparmiare molta energia.

Al momento la missione è in volo verso Marte a quasi 40.000 chilometri all’ora. Questa fase di crociera sarà seguita dalle operazioni di landing, cioè l’atterraggio del rover. La prossima fase sarà la più delicata, per questo necessita di una procedura particolare. Nella sua discesa il rover verrà frenato da dei paracadute (che sono molto meno efficaci che sul nostro pianeta, a causa della minore densità dell’atmosfera) e dei razzi. Durante il volo il rover raccoglierà immagini del suolo e valuterà l’idoneità del sito di atterraggio. Se la zona prevista si rivelasse troppo impervia il rover sarà in grado di deviare la traiettoria verso una zona più idonea.

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mercoledì 28 Ottobre 2020