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Le sfide delle Dolomiti viste dai pedali, il racconto di Lìmit

Seconda parte

L’intervista continua da qui.

Parlavi di turismo di massa, le Dolomiti ne sono sicuramente una delle mete principali. Allo stesso tempo, però, questi luoghi sono definiti hotspot del cambiamento climatico. È possibile agire in uno dei due ambiti andando a toccare anche l’altro?

Le Dolomiti sono fulcro di queste due problematiche per motivazioni diverse. Tuttavia, le due crisi si influenzano a vicenda. Da un lato gli eventi metereologici estremi, sempre più frequenti a causa della crisi climatica, distruggono la bellezza che è motore del turismo. A sua volta, il turismo di macchine inquinanti e di grandi quantità di rifiuti negli alberghi è causa di un peggioramento della crisi ambientale. Ci sono certamente modalità per affrontare entrambe le tematiche parallelamente, cercare di avere un turismo meno impattante sul territorio è una di queste. Il turismo deve puntare alla qualità e non alla quantità, ma allo stesso tempo non deve essere qualcosa di esclusivo. Bisogna rendersi conto che porre limiti al turismo non è facile poiché porta impoverimento da altre parti. Quando si tratta, ad esempio, del turismo dello sci, si tocca un’economia così grande per questi luoghi che è difficile agire. Si tratta, questa, di una sfida che cresce sempre di più ed è fondamentale iniziare a farsi domande per poi arrivare a soluzioni. È importante un lavoro di sensibilizzazione e dialogo con la comunità per arrivare alle soluzioni insieme: se ben informata delle problematiche, essa è disposta ad andare avanti, evolversi, adattarsi.

Entrambi, tu e Simone, avete viaggiato e visto luoghi lontani e diversi dal Trentino. Come dicevi all’inizio, per Lìmit siete partiti da casa. Perché raccontare casa dopo aver visto il mondo? Sono contesti diversi ma, forse, ecosistemi fragili allo stesso modo?

Personalmente ho viaggiato in Ecuador e ciò mi ha permesso di aprire gli occhi sulla situazione qui in Trentino, nonostante là sia un contesto molto diverso e le conseguenze di ciò che sta avvenendo hanno effetti su tutto il mondo. Mi è servito andare via per tornare motivato, per vedere le cose in maniera nuova, per sviluppare una grande voglia di cercare di capire cosa succede qua, di conoscere meglio il mio territorio per poi avere un minore impatto. Alcune sfide sono simili: ad esempio le ASUC (Amministrazione separata dei beni frazionali di uso civico, ndr) sono dei soggetti sviluppatesi in Trentino per gestire e preservare il territorio che molto hanno in comune con alcune realtà dei popoli indigeni. Vedere che in parti opposti del mondo il territorio è gestito in modo simile è interessante ed è utile da indagare.

 

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domenica 26 Maggio 2024