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Meditare Cap.2

Il Maestro Goenka e la meditazione vipassana

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Morto nel 2013, è stato l’ultimo Maestro in ordine cronologico. Era un imprenditore birmano a cui consigliarono delle soluzioni per migliorare lo stile di vita. Scettico, non diede udienza a nessuno finché un amico lo convinse a provare i dieci giorni di meditazione vipassana. Da imprenditore diventò il Maestro Goenka. Nessuna figura divina a mascherare la sua umanità, ma un uomo come tanti, accompagnato dalla moglie nel tramandare questo millenario insegnamento.

Vipassana‘ deriva dal linguaggio pali, quello degli antichi testi buddisti e significa “vedere in profondità”. La radice ‘vi‘ è “in modo speciale”, la sua continuazione ‘passana‘ invece è “osservare”. È un’auto-osservazione che, tramite un adeguato allentamento mentale, consente di penetrare la propria natura fisica per sentire, tramite le sensazioni corporee, quello che autenticamente siamo: una mente che percepisce un corpo fatto di elementi naturali con un’anima – o un’energia – che li muove. Nessuna visualizzazione divina o ripetizione vocale che accantona i pensieri solo nell’attimo meditativo, ma un’autentica arte di vivere che trova pratica nella quotidianità – e lo affermo per esperienza –.
Meditare è come correre, se uno è debole di schiena può anche ferire. Siamo estranei a simili pratiche antiche e complesse quanto è l’uomo. Il fascino d’Oriente porta spesso a infatuazioni piuttosto che a conoscenze reali. Decidere se questa o un’altra meditazione influenzerà la persona che siamo e chi ci è intorno, scegliere quale tipo praticare è quindi una responsabilità che va oltre la propria individualità. Consigliarla e venderla come “soluzione” è altresì un onore da soppesare con dovuta ragionevolezza.

Meditare Cap.1

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venerdì 19 Aprile 2024