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La vita in una pedalata

È notte. Ho la mia bici blu arrugginita dal tempo.
Corro nel buio da sola pedalando velocemente per evitare le tenebre. Sto ancora cercando una meta, devo ancora deciderla. Un riparo dove riprendere fiato e recuperare le forze.
Per adesso pedalo e scappo. Scappo dall’oscurità che m’insegue con parole cariche d’odio, d’amarezza, di pensieri che ad alta voce nessuno oserebbe mai rivelare.
Porto sulle spalle il carico di uno zaino colmo d’insicurezze e di paure, forse infondate o forse no.
La ruggine si insinua tra i pedali, la catena e le ruote, allora quasi rallento presa dal timore di non riuscire a raggiungere un punto d’arrivo ancora ignoto.
Le ombre si fanno incalzanti mentre di fronte la luce sembra distante, immensa e smisurata.
Il futuro, a volte, acceca.
La strada è vuota e io son sola. Pedalo veloce. Pedalo veloce in solitudine. M’immagino la compagnia di auto. Ma è solo una vana fantasia che mi spinge a desiderare un aiuto al mio pedalare.
Così accelero guardandomi con terrore le spalle. Perché le ombre avanzano e la stanchezza anche.
Nella fretta torno a proiettarmi verso quella luce che desidero e che mi offusca la vista.
Ombre e luce, luce e ombre e il pedalare diventa affannoso e incerto.
Ma è a quel punto che cado: un muro, il marciapiede, una macchina che prima non c’era e ora è qui, il piede che scivola.
Sono a terra. Col futuro distante e il passato incombente. È la fine.
Poi stranamente qualcosa cambia. Luce e ombra si fondono. Mi guardo intorno : tutto è calmo e tranquillo. Le stelle accompagnate dalla luna brillano sornione mentre intorno, il silenzio diventa pace.
Così la corsa, la sfida, la meta: nulla di tutto ciò m’interessa.
Mi rialzo con calma e ritorno in sella godendomi la pedalata e il paesaggio.
Il segreto della vita è procedere a passo di montagna perché la felicità non è solo raggiungere l’obiettivo ma soprattutto godere del cammino, fatto a volte, anche di paure e inciampi.

_la_mia_vita

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venerdì 14 Giugno 2024