Il futuro va creato

“Il lavoro nobilita l’uomo” è una frase che tutti noi conosciamo. Al giorno d’oggi il lavoro è un grande punto di domanda: per molti è trovare una fortuna, è sentirsi autonomi, è crescere, imparare. Il periodo non ha aiutato di certo. Dove finiranno quest’anno i lavori stagionali? Dove finiranno quei giovani coraggiosi che partivano zaino in spalla in cerca di sogni e avventure? E quelli che lavoravano nei catering per matrimoni? Gli animatori dei resort?

Il mondo si è congelato per un po’, molti giovani guardano al futuro in cerca di speranza.
Guardano le generazioni prima di loro perdere lavori ma ritrovarne altri grazie alla propria esperienza e riuscire a comprare un appartamento, attivare mutui di lunga durata senza dover per forza chiedere aiuto alla famiglia. Quei giovani si chiedono se mai riusciranno ad essere autonomi economicamente. Ma la verità è che i giovani hanno in mano non solo il proprio futuro ma anche quello degli altri e delle generazioni a venire. Se il futuro è incerto questo non significa che sia la fine.

Ogni cosa si trasforma e ciò che spesso chiamiamo fine può rappresentare l’inizio di un cambiamento epocale. Il mondo, con la propria velocità, ha bisogno di cambiare in fretta, di fiorire costantemente senza restare immobile. Ciò che apprendiamo, ora più che mai –  che sia da qualcuno, all’università, in una scuola professionale o in un corso professionalizzante –  rappresenta la base da cui partire per creare qualcosa di nuovo.

Il mondo che verrà ha bisogno di creatività, di gente appassionata, di persone che si ingegnano nel proprio ambito per dare vita al futuro. Fare ciò che si ama significa consegnare qualcosa al mondo, attivare energie innate capaci di dare una svolta a mestieri che appaiono ormai oltrepassati. Ogni epoca ha avuto un futuro, ma per averlo ci sono state persone che lo hanno creato.

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martedì 22 Giugno 2021