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Animali estinti? No, effetto Lazzaro!

Sono trascorsi centoventisette anni dal 1895, momento storico in cui il topo australiano di Gould veniva avvistato per l’ultima volta. Questa, considerata da allora come specie estinta, è stata inaspettatamente avvistata nel 2021 dai ricercatori della Australian National University di Canberra, nella baia degli squali di Sydney.

Quello che da tempo stavano analizzando, e che avevano sempre chiamato topo Djoongari, in realtà non era altro che un esemplare che condivideva un identico patrimonio genetico con quello di Gould. Una tanto entusiasmante quanto strabiliante notizia quella data dagli scienziati, che ancora una volta hanno dimostrato come alcune specie ritenute estinte possano essere “recuperate”.

La lista dei “revenant” nella storia del mondo animale non si limita tuttavia al roditore australiano apparentemente estintosi a causa della colonizzazione europea, ma vanta molte altre diverse specie. David Roberts, studioso del Durrell Institute for Conservation and Ecology (DICE) dell’Università del Kent, ha raccontato al quotidiano spagnolo El País di questo assurdo fenomeno che gli esperti chiamano «Effetto Lazzaro». «La colpa è la mancanza di dati», ha asserito: «Per catalogare una specie come “estinta”, gli scienziati si affidano ai dati, ma a volte non sono sufficienti e quindi si cade in errore». È questo il caso non soltanto del topo di Gould ma anche di esemplari come il celacanto, pesce preistorico che si credeva scomparso sessantacinque milioni di anni fa, insieme ai compagni dinosauri. In questo caso, darlo per un esemplare “estinto” è stato molto semplice poiché si tratta d’un pesce molto difficilmente avvistabile: il suo habitat ideale si trova infatti a duecento metri di profondità.

Insieme a questi, fra i testimoni d’ingiusta estinzione vanno posti anche il ratto canguro di Gilbert, riscoperto nel 1994 dopo che nel 1840 veniva avvistato per l’ultima volta. Di questi roditori grandi quanto un coniglio, ad oggi se ne contano però purtroppo soltanto un centinaio in totale.

Nel 2019, invece, un gruppo di ricercatori guidati da Danny Rueda s’imbatteva, camminando nel Parco Nazionale delle Galapagos, in un’esemplare di tartaruga gigante “Fernandina”, che si considerava scomparsa dal nostro pianeta da più di cent’anni: chiamata dagli scienziati Fernanda, il simpatico rettile vantava ben novant’anni d’età.

In generale, ciò che sembra accomunare tutti questi animali (ed anche alcuni vegetali, riscoperti nel corso della storia) sembra essere la fortuna d’essere stati in grado di nascondersi bene dai curiosi occhi dell’uomo, che troppo spesso non si è dimostrato in grado di tutelare le specie che insieme a lui abitano questo straordinario ed imprevedibile mondo.

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giovedì 11 Agosto 2022