La fortuna del virtuale o il tramonto del reale?

“Pina” (nome di fantasia dietro il quale si nasconde una persona reale), viveva la sua vita indisturbata. Erano le ore di lavoro insieme alle faccende domestiche ed ai momenti d’ozio a scandire le sue giornate. Viveva tranquilla, dice, perché non aveva una famiglia o un compagno a cui pensare. E non fu il caso a riservarle tale presente, ma una serie di piccole grandi scelte prese sulla base di quanto credeva fosse meglio per lei.

Qualche anno fa arrivò nella vita di Pina una straordinaria novità: Facebook, un social in grado non solo di far svagare chi ne fruisce ma anche di ritrovare persone del passato. Iniziò dapprima la ricerca dei vecchi compagni di classe delle scuole magistrali, poi quelli delle medie e digitò infine quei pochi nomi che ricordava dei suoi cinque anni alle elementari. Quando ebbe esaurito tutte le idee, le venne in mente un nome che per anni aveva scordato, lasciato in un qualche cassetto della sua memoria facendo finta che non esistesse. Si mise quindi finalmente alla ricerca di “Mario T.”, suo primo ed unico amore, con il quale da giovane aveva intrattenuto una relazione conclusasi a causa di «fattori esterni», e non perché il sentimento si fosse esaurito. Non tardò molto a trovare l’uomo, riconoscendolo fra i volti dei vari “Mario T.” iscritti su Facebook: era diventato adulto, brizzolato e con qualche ruga ma conservava la lucentezza di quegli occhi blu che un tempo l’avevano fatta innamorare.

Non serve nemmeno specificare che la donna scrisse subito a Mario, il quale si mostrò entusiasta e felice di ritrovare Pina dopo tanti anni. Lo scambio di messaggi (ai quali si aggiunsero poi svariate ore di telefonate) andò avanti per un anno prima che i due avessero la possibilità di incontrarsi fisicamente e, già molto prima del fatidico incontro, la coppietta non perdeva occasione per promettersi eterno amore, come erano soliti fare da giovani, inviando messaggini sdolcinati e dedicandosi canzoni.

Venne finalmente il giorno del loro “primo” appuntamento: una meravigliosa giornata, fatta di dolci parole, baci e carezze. A turbare quei preziosi momenti, tuttavia, arrivò una telefonata (sul telefono di Mario), poco prima che i due si coricassero. A chiamarlo fu sua moglie, della quale Pina non sapeva niente. Il “Mario” della sua adolescenza non corrispondeva più all’individuo che sedeva nel letto accanto a lei e, quest’ultimo, non assomigliava affatto all’uomo con cui aveva virtualmente interagito per lunghi mesi.

Quella di Pina, è solo una fra le innumerevoli storie (realmente accadute) di persone che tramite il virtuale hanno trovato o ritrovato persone in carne ed ossa. Certamente non tutte le storie hanno un triste esito come quello riservato alla protagonista di questo racconto: ci sono infatti persone che si conoscono online e finiscono poi per vivere altrettanto felici anche condividendo la vita di tutti i giorni.

Sarebbe tuttavia davvero essenziale, forse, non fidarsi troppo del virtuale, mantenendo sempre una buona dose di dubbio: perché poi, la realtà che la vita ci pone dinanzi, inevitabilmente, non sempre rispecchierà le nostre aspettative ed è bene quindi tutelarsi, onde evitare spiacevoli delusioni.

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giovedì 25 Febbraio 2021