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La felicità al primo posto

Il 20 marzo si festeggia in tutto il mondo la Giornata internazionale della felicità, una celebrazione voluta dalle Nazioni Unite per sottolineare la rilevanza di questo positivo stato d’animo.

Il 20 marzo si festeggia in tutto il mondo la giornata internazionale della felicità. Questa celebrazione – che per il 2023 nel suo decimo anniversario coincide con l’equinozio di primavera – è stata istituita da una risoluzione dell’ONU del 28 giugno 2012, con lo scopo di porre l’attenzione sulla rilevanza della felicità nella vita degli esseri umani e sulla sua ricerca come un’aspirazione necessaria per gli aspetti di crescita economica e di sviluppo sostenibile. Le Nazioni Unite riconoscono, infatti, la ricerca della felicità come uno “scopo fondamentale dell’umanità”, ritengono fondamentale il suo inserimento nelle politiche pubbliche e invitano ogni anno tutti gli stati membri, le istituzioni e la società civile a celebrare questa ricorrenza, tramite attività educative e non solo, per sottolinearne l’importanza.

Il Bhutan, un piccolo stato sulla catena Himalayana, ha giocato un ruolo fondamentale nella decisione dell’ONU e continua a giocarlo nell’ambito felicità. Lì, infatti, la gioia ha un valore riconosciuto nazionalmente esattamente come quello del reddito. Anzi, ancora di più: negli anni ‘70 il Prodotto Nazionale Lordo è stato proprio sostituito dall’obiettivo di Felicità Nazionale Lorda grazie al re Jigme Singye Wangchuck. Ma in che cosa consiste? Si tratta del principio guida dello sviluppo del Paese, indirizza le scelte a tutti i livelli, compreso quello governativo, verso il miglioramento degli standard di vita. La persona, con i suoi bisogni di natura materiale, spirituale ed emozionale, è posta al centro dello sviluppo e dalla felicità non è quindi possibile prescindere.

Tra gli strumenti che conducono verso la felicità, per il Bhutan, c’è anche la conservazione dell’ambiente. Non si tratta però dell’unico contesto in cui l’attenzione per il Pianeta e il sentimento positivo per eccellenza risultano collegati. Su questo argomento, Stefano Bartolini, professore all’Università di Siena, ha incentrato il suo saggio Ecologia della felicità (Aboca edizioni, 2021), che riesce a dimostrare da diversi punti di vista come non solo una vita più ecologica è più felice, ma anche una vita più felice risulta essere più ecologica. Vivere più serenamente, dedicando più tempo agli affetti e allo svago, aiuta il Pianeta, oltre che noi stessi. E questa non è altro che un’ulteriore testimonianza di quanto siamo ingranaggi indispensabili del sistema interconnesso di cui facciamo parte.

Ma questa tanto agognata felicità, si può misurare? Il World Happiness Report, basato su diversi criteri di qualità della vita, ha proprio questo obiettivo. I Paesi del Nord Europa risultano nel 2023 i più felici – Finlandia, Danimarca e Islanda a formare il podio – mentre l’Italia si colloca solo al trentatreesimo posto.

Tuttavia, i fattori condivisi e il più oggettivi possibile che vengono utilizzati per dare una misura alla felicità cercano di afferrare una dimensione che ognuno di noi definisce in modo diverso. E non si tratta solo di definizione: una parte, secondo alcuni studi, viene anche dal nostro corredo genetico che determina la propensione ad un certo atteggiamento mentale positivo e felice. Ma non è tutto qui, anche le nostre scelte quotidiane ci aiutano a essere felici. Il 20 marzo – e non solo – mettiamo, quindi, la nostra felicità al primo posto.

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venerdì 19 Aprile 2024