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Intervista a Ufficialə: l’universalità del meme

La timeline che viviamo è unica: l’informazione arriva, via social e per un pubblico giovane, più con i meme che dai televisori o dalle radio. Ma cosa succede quando un settore del mercato di questo mondo viene monopolizzato da un unico formato di divertimento standard? La risposta nel mondo del calcio è “Ufficialə”, una pagina di meme senza eguali. Michele (20 anni, da Treviso), Lorenzo (24, Avezzano) e Michele (24, Roma), sono gli ideatori di uno degli spazi social più rinomati nel panorama italiano: quando i tre giocavano insieme online, qualche anno fa, e ognuno gestiva la propria pagina di shitposting – la qualità dei post è volutamente bassa: un umorismo caratteristico – una situazione del genere era difficile da immaginare. Il trio utilizzava l’espressione “Ufficiale” per accostare grandi giocatori a squadre totalmente random, finché non hanno pensato, nel gennaio 2021, un momento topico, di aprire una pagina dove rendere pubblico il leitmotiv del gruppo. La page sembra una parodia di Onefootball, ma il senso si perde in fretta: un meme tra amici diventano quasi centomila followers su Instagram, 25 mila su Facebook, 18 mila su TikTok e 10 mila su Twitter. L’Ufficiale è un trend.

Avete mai preso in considerazione che la gente potesse confondere i meme con la realtà? Ci sono stati dei trasferimenti nelle ultime sessioni di mercato molto “casuali”.

Ci sono stati, ma ultimamente il calciomercato ci sta regalando sorprese incredibili, ci capita spesso di trovare sotto post legati al calcio mercato persone che pensano siano meme, il pubblico è giovane, ma qualcuno più avanti con l’età potrebbe chiaramente fare confusione.

Qual è la reazione del pubblico? E dei giocatori su cui fate meme?

È una pagina sul calcio ed eravamo convinti di avere seguaci di un certo tipo, un po’ come per Calciatori Brutti, ma di nicchia. A distanza di due anni abbiamo una fanbase incredibilmente affiatata, sono fidelizzati e ci fa piacere. Non possiamo, invece, conoscere la reazione dei giocatori, anche se succede di scoprirlo. Avevamo realizzato un post dove c’era Tiziano Ferro che cantava, poi con uno stacco si spostava l’attenzione su un giocatore della Virtus Francavilla, Giannotti, che ci ha scritto, un po’ sorpreso. Abbiamo anche una linea di merch amatoriale e in una delle magliette Okereke della Cremonese è centrale, lo slogan è: “I am not okay, I am Okereke”. A lui è capitato di incontrare un ragazzo che la indossava.

Per quanto riguarda invece l’organizzazione di eventi, a breve avrete una talk con la vostra community, cosa pensate a riguardo?

Ci ha un po’ preso alla sprovvista, è la prima volta ma ci fa comunque piacere, per quanto possa averci lasciato perplessi. È un tipo di comicità che si vede online principalmente, trasporla nella vita reale è strano, non ci precludiamo l’idea ma per ora non tutti ci vediamo a fiere, tipo il Romics, ma l’idea di fare qualcosa di non convenzionale, non per forza legata ai meme, è piacevole.

Il vostro trend più virale?

I primi mesi c’era il cane di uno di noi, Pillo, su Facebook, che è entrato nei cuori di tutti. Gli “og” commenteranno che è parte della nostra storia. Poi c’è Pavoletti e il Gabon – meme in cui lui era invischiato nella tratta di esseri umani – che ha fatto impazzire la gente. Poi c’è stata la wave legata ai giocatori dell’Udinese, ma anche Batman che va a giocare per l’Olbia. I nostri fan hanno scritto per giorni al profilo dell’Olbia, ne siamo contenti ma non ci piacciono le forzature. Ci sono da aggiungere anche Muldur e Toljan del Sassuolo, centrali nel progetto.

Il vostro preferito, invece?

In linea di massima combaciano con quelli che hanno funzionato di più, quello di Pavoletti in particolare, è assurdo.

Quale credete che sia l’effettivo potenziale dei meme?

Detto da chi ci convive: è il potere di unire la gente, specie nel calcio. Il connubio meme-calcio è fenomenale, perché i meme sono universali, anche se non lo pensiamo qualcuno troverà quel post divertente: non c’è un meme sbagliato in sé, ci sono persone che possono trovarlo giusto o sbagliato. Poi abbiamo fatto sia meme “sul calcio”, che “con il calcio”, non ne parliamo necessariamente, magari facciamo riferimenti. La gente apprezza e capisce questo umorismo. Vedere meme basati sul nostro tipo di comicità ci rende felicissimi.

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venerdì 14 Giugno 2024