Giovani e lavoro: Marzia Rizzardi, Coordinatrice dei Servizi a Casa Sebastiano

Ha sempre avuto ben chiaro il desiderio di lavorare nell’ambito sociale Marzia Rizzardi, pedagogista, 35 anni, oggi Coordinatrice dei Servizi in una struttura dedicata agli adolescenti affetti da Disturbi dello Spettro Autistico. Si tratta di Casa Sebastiano, a Coredo, in Val di Non, realtà di eccellenza unica in Italia per la progettazione e l’erogazione di interventi specialistici multidisciplinari rivolti a ragazzi autistici dai 16 anni in su.

 Marzia, in cosa consiste la tua professione?

«La struttura in cui lavoro è accreditata con l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari e accoglie ragazzi sia in modalità solo diurna che residenziale, in entrambi i casi per un tempo determinato, per acquisire specifiche competenze. Per ciascuno ragazzo elaboriamo un progetto personalizzato da sviluppare secondo diverse strategie: possono essere, ad esempio, progetti legati al potenziamento delle autonomie o delle capacità di comunicazione. Io mi occupo del coordinamento dei percorsi educativi individuati dall’Equipe multiprofessionale, della conduzione e del supporto tecnico di quest’ultima, dei rapporti con le famiglie e della rete sociale e sanitaria inerente l’ospite».

È un ruolo molto impegnativo…

«Sì, è vero, si tratta di seguire tutte le fasi, dall’arrivo dei ragazzi fino alle loro dimissioni, sia per il Centro Diurno che per la parte residenziale. L’Equipe multiprofessionale, che è composta da Tecnici della riabilitazione psichiatrica, Operatori socio-sanitari ed Educatori professionali, è giovane ma molto preparata. Insieme a loro elaboriamo i progetti educativi e li monitoriamo nel tempo, con la supervisione degli esperti dell’Università di Scienze Cognitive di Trento. Ora sono a casa in maternità, a dire il vero, e sto vivendo un po’ in una bolla, godendomi questo bellissimo momento, ma al rientro dovrò riprendere dando subito il massimo, da fare ce n’è parecchio».

Quando sei arrivata a Casa Sebastiano?

«A luglio 2017 e, ad agosto dello stesso anno abbiamo accolto il primo ospite. È stata un’occasione che ho colto con grande entusiasmo e si è rivelata in effetti un’esperienza davvero stimolante. Quando sono arrivata c’era la struttura, ma dovevamo riempirla e organizzare tutti i servizi. Ho visto arrivare gli educatori piano piano e nascere questa bellissima realtà un po’ alla volta».

Quindi sei diventata Coordinatrice a soli 32 anni?

«Si, anche se avevo già alle spalle alcune esperienze. Durante la Triennale in Scienze dell’Educazione e la Specialistica in Scienze Pedagogiche, entrambe frequentate a Verona, ho fatto due tirocini importanti che mi hanno avvicinato al mondo dell’autismo. Dopo la Laurea ho lavorato 7 anni come assistente educatore di un bimbo autistico alle scuole elementari, esperienza che mi ha motivata a fare, nel frattempo, anche un Master in Interventi educativi sull’autismo presso l’Università di Trento. Contemporaneamente lavoravo in un centro riabilitativo che anch’esso si occupa di bambini e ragazzi con autismo. Sono convita che per potersi assumere la responsabilità di un coordinamento bisogna aver toccato con mano cosa significa essere educatori sul campo, con tutte le difficoltà e i vissuti emotivi che comporta, e io ho voluto aggiungere alla ricchezza di quella esperienza l’approfondimento specialistico offerto dal Master».

Qual è l’aspetto che ritieni più stimolante del tuo lavoro?

«Lavorare con ragazzi autistici ti costringe a rimetterti in gioco di continuo. I risultati che pensavi di aver raggiunto ieri oggi possono essere svaniti e devi ricominciare da capo, ripensare le strategie, ricalibrare gli interventi. Ogni giorno è diverso, spesso difficile e problematico, ma quando riesci a entrare finalmente in empatia con questi ragazzi e vedi che ti sorridono, è una sensazione impagabile».

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sabato 10 Aprile 2021