Giovani e lavoro: Luca Rizzonelli e la libreria come essere vivente

«Si tende sempre a idealizzare un po’ troppo il lavoro di libraio», ci tiene subito a specificare Luca Rizzonelli, classe 1988, responsabile del punto vendita Mondadori di Trento. «Il piacere della lettura e del libro, non solo come testo ma anche come oggetto, è una parte fondamentale di questo lavoro: se non ami i libri e l’editoria in tutte le loro sfaccettature non è il posto giusto per te. Tutto questo però non basta, perché il libraio ha tantissime mansioni anche a livello commerciale e burocratico: il lavoro di magazzino, lo smistamento pacchi, il controllo dell’inventario, ma anche la fatturazione, la compilazione dei corrispettivi e la conoscenza della fiscalità.»

Luca ammette poi candidamente che, nonostante la laurea in storia, il tesserino da pubblicista, un apprendistato all’Istituto Storico Italo-germanico presso l’FBK e un corso professionalizzante sull’editoria promosso dalla casa editrice Keller di Rovereto, la prima volta che ha dovuto utilizzare la cassa, si è sentito come un dilettante allo sbaraglio. «Questo per dire che non bisogna mai scoraggiarsi: in tutti i mestieri ci si deve costruire pian piano l’esperienza che serve.»

Durante il primo lockdown, come tutti, anche Mondadori è stata costretta a chiudere i propri punti vendita, finché il libro non è stato equiparato a un bene primario: cibo per l’anima. E qui Luca ci illustra la sua teoria secondo la quale «la libreria è come un essere vivente: ha costantemente bisogno di cure e attenzione. Se si vuole vederla progredire, non si può mai stare fermi: la si deve nutrire con nuova linfa, tramite i riordini e le novità; la si deve ripulire tramite i resi; e la si deve coltivare in modo che possa dare i suoi frutti.»

Ogni settimana escono centinaia di nuovi titoli e spetta proprio al libraio effettuare una scelta tra di essi, ragion per cui è fondamentale conoscere la propria clientela, sia quando si effettuano gli ordini che quando si consigliano le letture. «Il mondo dell’editoria attualmente è una giungla, dove si trovano sia prodotti di qualità sia quelli scadenti. Sarebbe però sbagliato fare gli snob: si deve considerare che per progredire è fisiologico che non possano essere pubblicati solo libri di alta letteratura. Tanti amano letture leggere ed è bello variare: ognuno ha i propri gusti che vanno assecondati. Io tendo ad apprezzare e consigliare editori che lavorano in modo responsabile e sostenibile, che pagano bene i propri correttori di bozze e traduttori, e che stipulano buoni contratti con gli autori. Penso infatti che anche l’etica sia importante e, svolgendo questo lavoro, mi sono reso conto che spesso coincide con la qualità.»

Nonostante le soddisfazioni personali Luca non ha mai dimenticato il suo sogno nel cassetto: Quando cercavo lavoro senza trovarlo, ho pensato più di una volta di mettermi in proprio, di fondare una rivista o una casa editrice tutta mia. Da allora quest’idea non mi ha più abbandonato.»

Restare ancorati ai propri sogni spesso può essere la ricetta per il successo: ci spinge a progredire e a dare sempre il meglio di noi.

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martedì 22 Giugno 2021