Giovani e lavoro: la divulgazione scientifica di Level Up

Level Up è un Laboratorio di Comunicazione scientifica e Progettazione didattica nato a Trento nel 2016 per iniziativa di Giuliano Zendri (35 anni, PhD in Fisica), Tommaso Rosi (35 anni, PhD e assegnista di ricerca in Fisica) e Giovanni Formilan (34 anni, PhD e ricercatore in Management). Tre ragazzi cresciuti nell’Università di Trento, quindi, che insieme hanno pensato di creare una società che propone attività di divulgazione scientifica alle scuole, prevalentemente primarie e secondarie di primo grado, e più in generale alla cittadinanza. A spiegarci più in dettaglio il progetto è Giuliano.

Giuliano, puoi raccontarci come è nata questa idea?

«Provenendo tutti e tre dall’ambiente della ricerca universitaria, ci siamo resi conto che spesso le competenze e i progetti che si sviluppano dentro l’Università non hanno una ricaduta concreta in termini di divulgazione verso l’esterno. La nostra idea è quella, invece, di portare la scienza, in particolare la Fisica, nelle scuole e nel mondo reale, progettando attività laboratoriali e mostre itineranti che possano raggiungere un pubblico più vasto».

Immagino la risposta delle scuole sia positiva…

«Sì, per certi versi possiamo dire di sì. Alcuni istituti ci affidano l’incarico di svolgere le attività anche per tutte le loro classi, ma in altri casi c’è una certa resistenza. Le scuole hanno spesso limiti di budget piuttosto stringenti e sono abituate a ricevere numerosissime proposte di vario tipo per cui c’è molta concorrenza. Tuttavia ciò che ci dà forza e ci motiva nel proseguire in questa avventura è il riscontro positivo sia nei docenti che negli studenti per le attività che proponiamo, che siano laboratori o mostre itineranti».

Quali sono i vantaggi che le scuole possono ricevere affidandosi a voi?

«Innanzitutto, come accennavo prima, la garanzia che le attività didattiche sono progettate da esperti del settore, perché noi non siamo solo fisici, ma abbiamo maturato anche una lunga esperienza all’interno del Laboratorio di Comunicazione delle Scienze Fisiche del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento. E poi il fatto che Level Up allestisce nelle scuole dei veri e propri laboratori scientifici temporanei, con tutto il necessario per rendere l’esperienza degli studenti concreta, approfondita e coinvolgente, superando anche eventuali mancanze di strumentazioni da parte della scuola».

Le attività che proponete sono tutte legate alla Fisica?

«Sono prevalentemente legate alla Fisica, ma con collegamenti di volta in volta ad altre discipline. Per fare qualche esempio, con il laboratorio Luce, Visione e Cinema vogliamo mostrare l’intreccio esistente tra arte e scienza, attraverso la visione dell’occhio umano. Con Musica e suono, invece, approfondiamo l’intreccio tra la musica e la scienza, avvicinando gli studenti ai meccanismi di produzione e trasmissione di un suono. Si tratta sempre di attività multidisciplinari quindi, con un carattere fortemente sperimentale e interattivo».

So che recentemente avete organizzato anche una mostra aperta alla cittadinanza. È stata un’esperienza singola o pensate di progettarne altre?

«Ne abbiamo organizzate due di recente: PLAY, una mostra interattiva tra scienza e gioco, e FAKE, sugli inganni della visione umana. Purtroppo il Covid ha rallentato il tutto, ma il programma è di sviluppare anche altre mostre che possano poi essere allestite in diversi contesti, sia scolastici che museali, aperte quindi anche alla cittadinanza».

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domenica 29 Novembre 2020