Giovani e lavoro: Fabiana ha trasformato il suo amore per i cani in una professione

Fabiana Mochen, titolare della pensione per cani "Io e te" di Dimaro e istruttrice a livello nazionale della Croce Rossa Italiana per cani da ricerca ci racconta come è riuscita a conciliare lavoro e passsione

«Quando avevo 18 anni, tornando da scuola in treno, vedevo dal finestrino, ogni giorno, un cane legato ad una catena in un giardino. Un giorno non lo vidi più e decisi di capire il perché. Si era liberato e aveva morso il padrone, venendo considerato pericoloso e quindi da sopprimere. Decisi di adottarlo per salvargli la vita».

La passione per i cani di Fabiana Mochen, 27 anni, titolare della pensione per cani “Io e te” di Dimaro e istruttrice a livello nazionale della Croce Rossa Italiana per cani da ricerca inizia così, in modo quasi cinematografico. L’abbiamo incontrata per farci raccontare la sua storia, che dimostra come sia effettivamente possibile, nella vita, conciliare lavoro e passione. «Quando ho adottato Rocky (il cane del finestrino ndr), decisi di iscrivermi ad un corso di addestramento privato, rendendomi conto che anche un cane non giovane poteva recepire degli insegnamenti e migliorare il suo comportamento. Mi incuriosì subito anche l’ambito della ricerca persone disperse e, dal momento che in quel periodo stavo frequentando il corso per diventare volontaria della Croce Rossa, iniziai ad informarmi in merito all’Unità Cinofila».

Dall’idea all’azione è il gioco di un istante, perché a vent’anni Fabiana decide di adottare Tiago, un cucciolo di Border Collie, e di iscriversi ad un corso dell’Ente Nazionale Cinofilia Italiana, ottenendo il brevetto di istruttrice al termine di un percorso, come ci spiega Fabiana, non poco impegnativo: «Il corso si teneva a Treviso, ogni fine settimana e, nonostante la distanza, riuscii a portarlo a termine. E’ stata un’esperienza molto formativa, che mi ha permesso di accostarmi alle varie discipline cinofile e di acquisire molte competenze, tra cui la conoscenza delle varie razze, con le loro caratteristiche e predisposizioni, i vari atteggiamenti dei cani e i loro modi di comunicare».

Parallelamente Fabiana porta avanti la sua attività in CRI dove, assieme a Tiago, consegue il brevetto per la ricerca delle persone disperse in superficie. E qui non ci nasconde la sua soddisfazione: « Io avevo 21 anni e Tiago neppure 2: eravamo la coppia più giovane d’Italia ad aver sostenuto un esame. Poi ho continuato il percorso fino a diventare istruttrice nazionale di cani da ricerca».

L’impegno di Fabiana non si ferma però qui: «A 23 anni ho deciso di provare ad avviare una mia attività, una pensione per cani, sfruttando un terreno di famiglia al mio paese. Dopo essermi informata, anche con un po’ di faccia tosta (ride, ndr), presso altre realtà simili, mi sono lanciata in quest’avventura». Le difficoltà, come sempre, non sono state poche e, dopo aver ottenuto tutti i permessi necessari, la pensione “Io e te” è divenuta realtà: «All’inizio pensavo ad un lavoro stagionale ma ora, alla luce dell’alta richiesta, la pensione è aperta tutto l’anno. L’intera giornata la dedico ai miei ospiti a quattro zampe: al mattino, una volta valutata la compatibilità tra di loro, iniziano le passeggiate in montagna e nei boschi, a cui segue sempre un pranzo e la manutenzione di tutte le strutture della pensione, che vengono igienizzate quotidianamente, per poi riprendere le attività nel pomeriggio». Qualora venisse richiesto, Fabiana, presso la struttura, mette a disposizione l’esperienza acquisita in questi anni per percorsi di educazione di base – quella utile a rapportarsi quotidianamente con il proprio cane – o, all’occorrenza, per addestramenti più specifici, anche per trasmettere il pensiero che il cane è un’animale con molte esigenze, di cui bisogna essere consapevoli per non andare incontro a problemi comportamentali.

Al termine della piacevole chiacchierata, proprio mentre stiamo imboccando il vialetto d’uscita, Fabiana ci richiama: «Un’ultima cosa, il nome della mia attività è dedicato a Rocky! Sempre, prima di iniziare l’addestramento, gli sussurravo “Siamo io e te”. È un modo per averlo vicino anche ora che non c’è più».

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sabato 26 Settembre 2020