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Giovani e lavoro: intervista al ristoratore Adam Santoni

Adam Santoni, trentacinquenne, è il solare e sorridente titolare, assieme alla sua famiglia, del ristorante Tentazioni a Stella di Man. È cresciuto nel mondo della ristorazione: la sua famiglia inizialmente gestiva il Don Pedro a Ponte Arche e poi a Trento ha continuato con il locale Doc (che ha da poco lasciato), Antico Pozzo e Orso Grigio.

Com’è possibile, per un ristorante al giorno d’oggi, “fare la differenza”?

Deve capire a che target si vuole rivolgere e quello che cerca. È necessario fornire qualità, prezzo e velocità, soprattutto a pranzo. La sera il locale si trasforma e diventa più elegante, c’è una cura maggiore dedicata al cliente. I miei locali danno priorità alla qualità del prodotto e alla stagionalità: proponiamo prodotti di stagione e un menù sempre vario. In questo periodo, nel weekend proponiamo piatti a base di pesce, ma continuiamo ad aggiornare il menù per dare sempre più varietà.

Le difficoltà sono però, immaginiamo, sempre dietro l’angolo…

Sicuramente un aspetto difficile è trovare dipendenti: durante la pandemia molte persone che lavoravano in questo settore, data la grande incertezza, hanno deciso di intraprendere strade diverse. Prima del covid noi avevamo – complessivamente nei nostri ristoranti – 45 dipendenti e quando abbiamo riaperto eravamo in 15. Adesso, che la ripartenza non è graduale ma decisa e totale, avremmo bisogno di aumentare nuovamente il nostro organico. Ci sono però differenze a seconda della zona: in centro si avverte un po’ la mancanza dei turisti, in periferia invece si lavora con le persone che vivono in zona. Un’altra difficoltà, di stringente attualità, è rappresentata dall’aumento delle bollette (che sono raddoppiate) e dei prezzi in generale.

Aprire un locale al giorno d’oggi rappresenta, alla luce di quanto detto, anche un rischio…

Per quanto riguarda la nostra attività, abbiamo aperto il ristorante “Tentazioni” in zona arancione. È stato un rischio ma ora si raccolgono i frutti e siamo contenti di come sta andando. Effettivamente, pensandoci, abbiamo fatto un passo importante in un momento in cui c’era molta incertezza.

Un aspetto da tenere in considerazione è che le persone si stanno abituando sempre più alla cucina d’asporto, sfruttando soprattutto i vari food delivery. È così anche per voi? Ti sei fatto un’idea del fenomeno?

Siamo ancora in periodo di pandemia e, alla luce di ciò e nonostante la ripresa, stiamo lavorando molto con l’asporto. Penso però che quando si tornerà alla normalità totale le persone torneranno volentieri al ristorante. Per quanto ci riguarda, i nostri clienti ritirano direttamente e non ci affidiamo ad aziende per il trasporto per due motivi: non saprei come arriverebbero i piatti e chi si occupa di trasporto richiede una percentuale considerevole, pari al 30 per cento.

Un’ultima battuta. Cosa diresti a chi vuole aprire un locale al giorno d’oggi

Il mondo è bello (ride, ndr). Mettersi in proprio ha i suoi vantaggi e, se sei in grado di portare avanti l’attività nel migliore dei modi, avrai delle buone soddisfazioni.

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sabato 3 Dicembre 2022