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Giovani e lavoro: Chiara Munaro e il suo nido in famiglia

Chiara Munaro, trentanovenne di Piombino Dese (provincia di Padova), è una ragazza piena di vitalità ed energia. Felicemente sposata, ha un bambino di quasi 8 anni e si ritiene realizzata nel suo lavoro: è educatrice titolare del nido in famiglia “Al tempo ritrovato di Chiara” dal 2008.

Perché hai deciso di intraprendere questo tipo di lavoro e aprire un nido in famiglia?

La decisione di aprire un mio nido è scattata in me nel 2003, quando ho capito che il lavoro di segretaria che facevo da 3 anni non era proprio la mia professione ideale: IO ADORO I BAMBINI! Purtroppo l’ho capito tardi, dopo studi di tutt’altro genere. Beh, allora mi sono rimboccata le  maniche e… via a studiare di nuovo! Sono ripartita da zero perché credevo, e credo ancora, che la realtà del nido in famiglia rispecchi la mia idea di come dev’essere curato ed accudito un piccolo essere umano. Le realtà dei nidi in famiglia in veneto, tra l’altro, sono state ispirate dalle tagesmutter che erano già presentii in Trentino: si differenziano per alcune cose ma l’idea di accudimento dei bambini in abitazioni private è comune.

Com’è essere mamma e quindi conciliare lavoro e famiglia?

E’ stato bellissimo ma anche difficile durante la gravidanza e i primi mesi di vita di mio figlio avere il nido in casa ma, grazie alla figura di un’ aiutante chiamata “Jolly”, ho potuto dedicarmi totalmente a lui mentre la sig.ra Carmen – la Jolly o il mio angelo – seguiva i primi 2 bambini iscritti. Ho sempre gestito tutto in armonia con le fasi di crescita del mio bambino e lui ha guadagnato molti “fratellini e sorelline” con alcuni dei quali ancora oggi ha un profondo rapporto di amicizia.

Come hai fatto ad aprire il nido in famiglia? Quali studi hai dovuto seguire?

Ero già O.s.a. (operatrice socio assistenziale) ma fondamentale per me è stato seguire il percorso di qualifica per Educatrice nido in famiglia, grazie al quale ho potuto finalmente aprire il mio nido nel 2008. Non soddisfatta pur continuando a gestire il mio nido, ho sentito la necessità di acquisire maggiori conoscenze in ambito educativo e ho intrapreso un percorso biennale per divenire psicomotricista, ma ho scelto di abbandonarlo dopo un anno per approfittare dell’occasione di acquisire una laurea triennale in “Scienze dell’educazione e della formazione”, un corso on-line offerto dall’università di Padova, specifico per insegnanti, educatori e docenti che lavoravano già nell’ambito scolastico. E’ stato molto impegnativo lavorare e studiare ma non ho mollato; ho conseguito la laurea nel 2011 con tirocinio e tesi sul Cooperative Learning, tema che mi aveva molto appassionato. La scelta di prendere una laurea si è rivelata in seguito decisiva in quanto oggi è necessario averla se si vuole aprire un nido in famiglia. La mia formazione continua però sempre dal momento che con i bimbi non si è mai finito di aggiornarsi: io adoro leggere, seguire corsi e convegni sull’educazione fascia 0/3.

Chiara conclude la sua intervista con un sorriso, citando Maria Montessori: “Il più grande successo per un insegnante è poter dire: i bambini stanno lavorando come se io non esistessi.”

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