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Giovani e lavoro: Alberto Boschetti, pittore, scultore e amante dell’arte figurativa

Essere un artista non è semplice: è un lavoro sottovalutato dai più e il luogo comune dello “scultore talentuoso che è sempre libero di creare ciò che vuole” è sulla bocca di tutti. Con passione, costanza e perseveranza, però, è possibile mantenersi anche facendo dell’arte una professione. Alberto Boschetti – pittore in matita e china e scultore di legno, neve e ghiaccio – ha raccontato la sua esperienza. Dopo il diploma al liceo artistico di Trento, si è spostato in Val Gardena, per seguire un corso in “Scultura in legno”. Lì ha iniziato il suo percorso lavorativo e si è specializzato nell’arte figurativa.

Cos’è l’arte figurativa?

Si parla di arte figurativa quando si rappresentano immagini realistiche. Chi si rivolge a me, di solito, chiede di scolpire soggetti reali, tratti da foto, video o disegni. Come ad esempio, foto di animali, di persone o di personaggi dipinti.

Puoi darci qualche esempio dei progetti che realizzi?

Quando lavoro nel mio laboratorio, produco immagini su richiesta dei clienti. Ad esempio, un signore, in memoria del suo cane, mi ha chiesto di riprodurre in legno una sua immagine. Altri vogliono che realizzi delle sculture per i regali di laurea o di compleanno. Nei periodi estivi, invece, curo progetti di scultura anche all’esterno. Quest’anno, ad esempio, all’Oasi di Valtrigona (Passo Manghen) ho scolpito i tre carnivori alpini (l’orso, il lupo e la lince) per il WWF. Un altro progetto che ho seguito con il mio collega Patrik Senoner è stato quello del percorso di sculture che accompagnano i turisti lungo il cammino che porta al rifugio di Cima d’Asta.

Quando scolpisci, scegli tu che materiale utilizzare? Hai qualche preferenza?

Solitamente per le sculture prodotte in laboratorio uso il cirmolo: è un legno particolarmente tenero, dalla vena gestibile, che si adatta perfettamente alla costruzione di sculture in legno e che agevola la cura al dettaglio. Nel caso delle sculture esterne mi adatto al legno che trovo sul posto. Solitamente prediligo il larice, perché è un legno resistente alle intemperie. Se possibile, scelgo di usare le piante locali, per valorizzare il materiale che la montagna offre (senza portare altro materiale, che prima non c’era). È un modo, secondo me, per valorizzare al meglio la scultura, rendendola coerente con il posto in cui si trova.

Cosa consiglieresti a dei giovani ragazzi che vorrebbero fare il tuo lavoro ma non sanno come cominciare?

Consiglierei di studiare e crearsi una base di competenze a livello artistico, materiale e scientifico. È molto importante, ad esempio, saper selezionare il legno più adatto all’opera da realizzare e scegliere gli attrezzi in base alle sue dimensioni: scalpelli, motosega, ecc., che vanno maneggiati con cura. È importante avere una buona conoscenza dell’anatomia del corpo e delle correnti artistiche, che sono fondamentali per riprodurre al meglio, ad esempio, delle persone o delle immagini sacre. In questi casi, andando a occhio si corre il rischio di realizzare un lavoro impreciso e approssimativo. Una volta imparata la teoria, consiglio di partecipare ai concorsi per cogliere l’occasione di ampliare i propri orizzonti artistici e non fossilizzarsi sulle sculture sulle quali ci si è specializzati.

Chi vuole contattarti, dove ti trova?

Chi volesse contattarmi, per informazioni o per commissionarmi qualche lavoro, mi trova sulle mie pagine di Facebook e di Instagram, digitando “Alberto Boschetti” e “Alberto Boschetti Scultore”.

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venerdì 19 Aprile 2024