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FIFA: il filo rosso che unisce il gioco e il gioco d’azzardo

La serie di videogiochi targata FIFA è riuscita, nel corso degli anni, a guadagnarsi il favore dei gamer di tutto il mondo, diventando uno dei titoli più venduti di sempre, grazie a fattori come il realismo grafico o la quantità di licenze acquisite, necessarie alla riproduzione della quasi totalità del mondo del calcio professionistico.

La trasformazione da “semplice” videogioco a blockbuster è avvenuta anche per via della modalità preferita dagli utenti: FUT, Fifa Ultimate Team, che consente di costruire da zero una squadra propria, competendo con il resto del mondo, con la chance di definire le caratteristiche del proprio club nei minimi dettagli, dai giocatori alle caratteristiche dello stadio in cui disputare i propri incontri. Lo step fondamentale perché ciò avvenga è l’apertura di un “pacchetto” contenente i giocatori con cui verranno disputate le prime partite.

Nel corso del gioco l’apertura dei pacchetti diventa una caratteristica chiave per il miglioramento del gruppo squadra, al punto da diventare il momento più agognato da ogni giocatore. La logica seguita, almeno teoricamente, è quella delle collezioni di figurine, perché non potrai mai sapere chi si cela dietro la breve animazione al momento di apertura ma, proprio come con le figurine, ogni box ha un suo “costo”. Le conseguenze, su molti ragazzi, sembrano essere delle peggiori.

Potrebbe sembrare azzardato mettere in discussione un momento di svago di queste proporzioni, specie se si considera il carattere totalmente opzionale degli acquisti, ma a supporto di questa tesi sono disponibili dei report, testimoni di una realtà tanto critica quanto tangibile. L’esempio più forte è quello proposto dalla Protezione Consumatori Norvegesi, che ha spostato – nella primavera di quest’anno – l’attenzione sul tema: il risultato delle loro ricerche è che i più giovani, nell’effettuare questo tipo di acquisti, finiscono per dimenticare quale sia il reale valore dei soldi a discapito delle valute fittizie con cui compiono le transazioni; quei trenta secondi di animazione, per rivelare il tanto atteso giocatore, finiscono per sfociare in una dipendenza, altri ancora invece sviluppano una forte propensione per la ludopatia in seguito. Per arrivare a questo punto, FIFA, farebbe forza su delle meccaniche capaci di alienare il giocatore dalla realtà, come il design delle schermate manipolativo, l’assenza del reale corrispettivo della valuta virtuale o la mancanza di una percentuale di probabilità che permetta di avere un’idea chiara di cosa possa contenere il proprio pacchetto.

La querelle a riguardo era stata già accesa per via di un processo, avvenuto in Olanda, da cui il videogioco era uscito impune e vittorioso, in maniera più che clamorosa. Dopo essere stato condannato per aver violato la legge nazionale sul gioco d’azzardo, il ricorso – effettuato di fronte alla massima autorità giudiziaria – è stato vinto, con la somma stabilita in precedenza, pari a 10 milioni di euro, definita come “una pena ingiustificata”. Anche il Regno Unito aveva ben pensato di procedere con un’indagine ai danni del prodotto sviluppato da EA SPORTS, ma il risultato è stato quello pronosticabile: non ci sono colpe, né tantomeno è stata presa in considerazione l’ipotesi di modificare il Gambling Act nazionale perché ce ne possano essere.

Il team di sviluppatori sembra comunque essere molto tranquillo e le ultime dichiarazioni – legate al via libera dall’UK – sono state una conferma della presenza dei pacchetti nel prossimo capitolo della saga, con lo stesso funzionamento dei titoli precedenti. È stato sottolineato anche come “un solo pacchetto su dieci sia stato frutto di un acquisto, che in ogni caso è scelto in maniera libera dai giocatori”. È opportuno, però, rimarcare il fatto che queste parole nascono, probabilmente, da una grave “dimenticanza”: al febbraio di quest’anno, dei 2.1 bilioni di partite giocate, corrispondenti a 87.8 milioni di anni di gioco, una gran fetta è stata goduta da un pubblico per cui il gioco d’azzardo non è un semplice pericolo, è un tipo di male da prevenire finché si è in tempo, piuttosto che tentarne una cura da qui a qualche anno. Nonostante tutto l’indicatore PEGI (Pan European Game Information) di FIFA 23, disponibile da fine settembre, sarà di livello “3”, come per le edizioni precedenti, quindi adatto – in teoria – ad ogni fascia di età.

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giovedì 29 Settembre 2022