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Essere mamma “undertrenta”, una chiacchierata con Martina

In passato era cosa comune diventare mamma in giovane, se non giovanissima età. Al giorno d’oggi la lancetta si è spostata: si finiscono gli studi più tardi, ci si sposa (o anche no) più tardi e, di conseguenza, dati alla mano, si fanno figli più tardi. Le statistiche però sono tali, e le eccezioni sono numerose. Martina ha avuto il primo figlio all’età di 24 anni e può considerarsi a tutti gli effetti una “giovane mamma”. Abbiamo chiacchierato con lei per farci raccontare significhi per lei essere una “mamma Undertrenta”

Hai voluto fortemente diventare mamma, ce ne parli?

«Molte delle mie amiche si divertivano, uscivano e andavano a ballare. Io sentivo invece di essere pronta per cambiare la mia vita, forse perché avevo acquisito una certa stabilità, anche grazie al mio fantastico compagno: eravamo convinti che essere giovani genitori significasse avere più energie per crescere al meglio i propri figli.»

Come sono andati i primi mesi da neomamma?

«Devo essere sincera? Un incubo (ride ndr). Mai avrei immaginato di reagire così. Saranno stati gli ormoni o forse la stanchezza…mi sentivo davvero male. Il bimbo piangeva spesso e la notte si svegliava per il latte. Non avevo più tempo per me, era come se io non esistessi più e fossi completamente assorbita dal piccolo. A volte mi chiudevo in bagno a piangere e immaginavo di poter tornare indietro nel tempo. Mi sentivo inadeguata e in colpa nel provare queste cose. Guardavo la piccola creatura che avevo messo al mondo e provavo un amore smisurato, ma quando piangeva mi sentivo completamente a pezzi.»

Ti sei fatta aiutare?

«Sono una persona molto orgogliosa. L’unico che conosceva i miei pensieri era il mio compagno, poiché davanti agli altri cercavo di non far trasparire niente. Volevo far vedere che riuscivo benissimo a cavarmela da sola ma, se potessi tornare indietro, mi sarei fatta aiutare di più.»

Ora tuo figlio è cresciuto. Quando è arrivata la “svolta”?

«Ora il mio bambino ha sei anni ed il tempo è volato. Non so come mai, quando hai un figlio il tempo corre veloce. Non ricordo precisamente quando sia arrivata la svolta, ricordo solo che gradualmente io mi sono abituata ai ritmi suoi e lui ai miei. Ci sono sempre momenti più difficili e altri più facili ma, man mano che il tempo passa, si capiscono meglio le esigenze dei figli e si interagisce sempre di più. Non riuscirei mai a fare a meno di lui e posso dire che avere un figlio significa anche tornare a fare cose che mai avresti pensato: giocare, ballare e soprattutto… meravigliarsi!»

Cosa ti sentiresti di dire ad una giovane che ha il desiderio di diventare mamma?

«Essere genitore non è facile. I figli ci mettono alla prova e spesso ci portano al limite ma sono la cosa più bella che esista al mondo. Penso che per fare un figlio non occorra solo entusiasmo ma anche convinzione: è un cambio radicale di vita. Ci saranno notti insonni, pianti, nervosismo e tanta stanchezza. Ci sarà da organizzarsi e non sempre è facile: serve tempo, pazienza e energia. Essere mamma però significa anche conoscere l’amore incondizionato, vedere i primi sorrisi, i primi passi. Significa vedere un altro piccolo te che può “ripartire” e scoprire il mondo con i propri occhi. Vorrei dire soprattutto questo: ogni giorno, ogni singolo giorno ci sarà un progresso. Ogni giorno sarà più facile. Ogni bambino è diverso, non paragonate mai i vostri figli a quelli degli altri. Sarete delle mamme meravigliose: siate spontanee e siate presenti.»

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sabato 3 Dicembre 2022