3 ottobre: una data che tocca anche noi

Illustrazione di Valentina Stecchi

Sono passati sette anni dalla più grande tragedia dell’immigrazione, uno dei momenti più significativi della storia del Mediterraneo degli ultimi anni e uno dei momenti più significativi per la storia dell’umanità o per l’umanità in generale. Sì, umanità, intesa come genere umano, ma ancor più come sentimento di solidarietà, comprensione e indulgenza verso l’altro. Il 3 ottobre 2013 alle prime ore del mattino, a pochi metri dalle coste di Lampedusa, un barcone pieno di migranti prende fuoco e molte le persone che per salvarsi si tuffano in acqua. Ad accorgersi della tragedia, una barca di amici impegnati in una battuta di pesca. Tra loro c’è anche Vito Fiorino, un milanese trapiantato sull’isola. Anzi un barese cresciuto a Milano e poi trasferitosi a Lampedusa per aprire una delle gelaterie più buone dell’isola. Vito, assieme ai suoi amici, interviene senza esitare: con le loro poche braccia tentano di tirare in salvo le tante che chiedevano aiuto dall’acqua. 47 vite sono i superstiti, ma purtroppo le vittime di quella tragedia sono sette volte di più.

Vito Fiorino è da allora che fa fatica a ritornare in mare ed è da allora che ha trasformato la sua vita in una missione di sensibilizzazione sulla situazione migratoria e sull’evento specifico di quel mattino a Lampedusa. Alcuni ragazzi bolzanini, due anni fa, hanno avuto modo di scendere a Lampedusa durante il progetto Viaggio di Speranza organizzato dai centri giovani dell’Associazione La Strada-der Weg e hanno avuto modo di conoscere Vito. Vito, un uomo dalle mani grandi e dagli occhi pieni di storie, ha saputo accogliere questi ragazzi e ha raccontato loro, senza ombre e senza misteri, il suo vissuto, un vissuto di una persona come molte che quando si è trovato davanti ad una richiesta d’aiuto da parte di un altro essere umano non ha esitato. Vito ha insegnato ai ragazzi bolzanini che per cambiare le cose basta attivarsi, che non si deve delegare il cambiamento della nostra società, ma che ognuno di noi nel suo piccolo può fare il suo per il migliorare il viaggio che stiamo compiendo, per sé e per gli altri.

“Questo viaggio mi ha cambiata e lo consiglio a chiunque abbia bisogno di uno sprone a vivere il suo tempo e Vito è stata la persona giusta per farmelo capire” dice Adele Aderenti, giovane partecipante al Viaggio di Speranza di Bolzano.

L’anno scorso, proprio su iniziativa di Vito Fiorino e con il supporto dell’Associazione Gariwo, a Lampedusa è stato eretto un memoriale che va a ricordare i nomi delle vittime della tragedia del 3 ottobre 2013, che da allora è diventata “Giornata della Memoria e dell’accoglienza”, momento in cui lampedusani e superstiti di quel naufragio si incontrano e si tengono stretti in un abbraccio di cordoglio e speranza. Quest’anno, per via dell’emergenza COVID-19, vivere insieme fisicamente questo momento sarà molto difficile e per questo si spera che quel messaggio di inclusione e di speranza si alzi da Lampedusa per arrivare nella quotidianità di ognuno di noi.

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mercoledì 28 Ottobre 2020