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Poesie, racconti, fotografie: al Premio Melchionna gli stereotipi si vincono con la creatività

C’erano più di cento persone sabato pomeriggio al Polo Vigilianum di Trento per la premiazione della settima edizione del Premio Melchionna, il concorso letterario e fotografico bandito dall’associazione Prodigio in memoria del suo fondatore.

Rimasto tetraplegico nel 1979, appena diplomato, a causa di un incidente stradale, Giuseppe Melchionna, conosciuto nel quartiere della Clarina come “Pino”, si è speso tutta la vita per scardinare le barriere architettoniche e culturali sulla disabilità in Trentino. Fondatore della cooperativa La Ruota per il trasporto delle persone con difficoltà motorie, fu promotore dello sviluppo dell’edilizia abitativa domotica, attivista nelle scuole per la prevenzione dei rischi alcol-correlati e nel 1999 fondò la rivista bimestrale pro.di.gio., acronimo di Progetto di Giornale, per dare voce a chi non ne aveva.

Sono più di mille le persone che dal 2016, anno della sua scomparsa, hanno partecipato al concorso letterario e fotografico in sua memoria e solo quest’anno sono 233 i racconti, poesie e fotografie di autori e autrici provenienti dalla zona del Triveneto, ma anche dalle altre regioni italiane e addirittura dalla Germania e dal Canada.

«In un mondo sempre di corsa, quest’anno abbiamo chiesto ai partecipanti di fermarsi a riflettere sul tempo. Inoltre, abbiamo istituito una nuova categoria di concorso, ispirata al tema della pace e il riscontro è stato altissimo. Ogni racconto, poesia e fotografia ci ha mostrato una diversa sfaccettatura dell’impegno civile, restituendoci il ritratto di una società più inclusiva, equa, coesa, aperta al dialogo e rispettosa dei diritti delle persone, della natura, degli spazi e delle cose – spiegano le ideatrici dell’iniziativa Luciana Bertoldi e Martina Dei Cas -. Una società, questa, che Pino ha sempre lottato per costruire, portando instancabilmente la sua testimonianza nelle scuole. A questo proposito, ci ha fatto piacere leggere i componimenti delle classi, dei gruppi di ragazzi che si sono incontrati nel doposcuola per confezionare la loro opera, dei giovani che hanno aderito spontaneamente al concorso senza che gli venisse assegnato come compito e degli studenti adulti che hanno partecipato da Pescara, segno del ruolo centrale dell’istruzione per abbattere gli stereotipi e costruire una comunità più attenta».

A vagliare gli elaborati una meticolosa e paziente giuria composta dal direttore di Vita Trentina Diego Andreatta, dalla poetessa Nadia Martinelli, dal  direttore responsabile di UnderTrenta Federico Oselini e dal professore di lettere Paolo Tavonatti.

Alle opere più meritevoli sono andati buoni acquisto libri e i primi dieci classificati di ogni sezione sono stati premiati con l’inserimento della propria opera in un’antologia cartacea e con una stampa creata ad hoc dal vignettista Maurizio Menestrina, educatore Anffas e ideatore del “pesce grazie”.

Ad aggiudicarsi il primo premio della sezione “poesia” con l’opera “I spins tourna a florì” (Le spine tornano a fiorire) in vernacolo ladino-fodom è stata Antonietta Crepaz di Livinallongo del Col di Lana, in provincia di Belluno. Il primo premio nell’ambito “racconto” è andato invece a Stefano Ricci con le sue “Nozze d’oro”, la storia di un matrimonio che resiste al tempo e alla malattia. Nella categoria fotografia è invece stato premiato Florindo Rilli di Pesaro Urbino con la sua “Armonia”. Tra i giovanissimi è stata premiata la classe 2E dell’Istituto comprensivo Isera-Rovereto con un racconto che parla di come il confronto intergenerazionale tra nonni e nipoti sia una preziosa lezione di vita. Nell’ambito delle scuole superiori le vincitrici sono state le future acconciatrici della 2E del CFP Opera Armida Barelli di Rovereto, che hanno spiegato come la pace tra Paesi non possa esistere se prima non impariamo a farla tra individui.  Al dramma degli sfollati a causa dei conflitti guarda invece la vincitrice della categoria “Talento Under 18”, la vicentina Valeria Cusinato.

Tantissime inoltre le opere che hanno concorso nell’ambito della sezione “Il tempo della pace”, la cui menzione speciale è andata alla poetessa italo-canadese Lilla Omobono, con i suoi versi sull’Ucraina, mentre alla classe 2B del corso di estetica dell’ del CFP Opera Armida Barelli di Rovereto è andata invece la menzione speciale “UnderTrenta”.

Cultura
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venerdì 19 Aprile 2024