Impressioni su “Il castello errante di Howl”

Un capolavoro dello studio Ghibli da non perdere

Questo articolo fa parte del laboratorio Scrittori di classe

Sin da piccola provo una passione smisurata per i film di ogni genere e per le serie televisive.

Da qualche anno mi sono avvicinata agli anime e ai film d’animazione giapponesi, in particolare quelli prodotti dallo studio Ghibli. L’esponente più conosciuto in tutto il mondo di questo genere è senza dubbio Hayao Miyazaki, un vero e proprio guru del settore, paragonato spesso persino a Walt Disney.

Il regista, capolavoro dopo capolavoro, riesce ad incantare mostrando mondi fantasiosi, facendo entrare il proprio pubblico in altre dimensioni senza tempo. La sua capacità di intrecciare vari piani di lettura rende difficile riconoscere il mondo reale da quello fantastico, distinguere il bene dal male, ma probabilmente è proprio questo che trasforma i suoi film in lavori indimenticabili.

Pur essendo pellicole d’animazione pensate soprattutto per i bambini, vengono apprezzate molto anche dai più grandi, almeno da quelle persone che non hanno rinunciato alla propria fantasia. Inoltre ogni film, dietro agli sfondi fiabeschi, cela un significato profondo e importante.

Il castello errante di Howl

Ne “Il castello errante di Howl” è possibile seguire ogni singolo personaggio nel proprio percorso di crescita personale. Questo vale soprattutto per Sophie, la protagonista. All’inizio della storia appare come una ragazza indifesa e spaventata, ma all’improvviso la sua quotidianità viene sconvolta. Sophie viene colpita dal sortilegio della Strega delle Lande che la rende vecchia e brutta. Questo costringe la ragazza ad abbandonare la sua casa e ad andare in cerca della strega per convincerla a sciogliere l’incantesimo. Durante questo viaggio si imbatte nel castello errante del mago Howl, dove decide di stabilirsi nella speranza di trovare la strega. Alla fine del film la protagonista torna ad essere sé stessa, riuscendo a spezzare la maledizione grazie al suo coraggio e alla forza dei suoi sentimenti. D’ora in avanti saprà prendere in mano ed affrontare la vita da cui prima si nascondeva con timore.

Analogamente matura il mago Howl, inizialmente un personaggio sfuggente che si isola dalla realtà e dal mondo rifugiandosi nel proprio castello errante.

La vita dei due personaggi s’intreccia: Sophie si sente subito attratta dal mago ma cerca in tutti i modi di resistere ai propri sentimenti per paura di ciò che lui le potrebbe fare. Howl, dal canto suo, in un primo momento non prova niente per quella che appare nient’altro che un’anziana signora, sia per la sua incapacità di amare, avendo ceduto il cuore ad un demone in cambio di poteri magici, sia per il suo egocentrismo e la sua vanità. Alla fine della storia, Sophie, non più spaventata dai propri sentimenti, una volta deciso di dare tutta sé stessa per salvare l’uomo di cui è innamorata, riesce a cambiarlo e a conquistarlo.

Si può dire che il film simboleggia, con il continuo errare di Howl e Sophie, il costante mutamento e la complessità delle emozioni e della personalità umana. Il finale insegna a non arrendersi mai di fronte alle difficoltà e ad andare avanti, affrontando i problemi con coraggio perché il lieto fine non esiste solo nelle storie ma anche nella realtà.

Cultura, Scrittori di classe
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lunedì 23 ottobre 2017