Come stiamo a fumetti? (2^ parte)

Intervista a Claudio Fattoretti (La Libroteka di Trento)

Il mondo dell’editoria è in crisi, lo sappiamo: i lettori calano e i libri si vendono sempre meno. Qual è la situazione dei fumetti invece? Ne abbiamo parlato con Claudio Fattoretti, gestore della storica fumetteria “La Libroteka” di Trento, che ha da poco festeggiato i 30 anni di apertura.

Quali sono clienti tipici di una fumetteria?
La nostra clientela è molto varia: si va dal professionista, allo studente universitario, ai genitori alla ricerca del primo fumetto per i loro bambini.

Sugli scaffali c’è una netta predominanza di manga, i fumetti giapponesi: sono i più richiesti?
In realtà nell’ultimo periodo la loro vendita è calata: ci sono troppi titoli in circolazione, è difficile sia per noi rivenditori che per i lettori rimanere al passo. Inoltre essendo il più delle volte in serie – alcune relativamente brevi (Hellsing, Death Note) altre lunghissime (Berserk, Naruto) – è difficile che i lettori si prendano la briga di farsi arrivare gli arretrati e iniziare da capo.
Ultimamente poi ha preso piede il fenomeno della lettura di fumetti online.

Voi vendete anche libri di narrativa e saggistica, ritenete che il loro valore culturale sia intrinsecamente superiore a quello dei fumetti?
No, assolutamente. Io leggo molti libri ma ritengo che spesso la media di fumetti e graphic novel sia decisamente superiore, soprattutto rispetto a certi bestseller. Inoltre, contrariamente a un diffuso e discriminante luogo comune, ritengo che i fumetti costino decisamente poco rispetto ai libri: basta pensare solo ai costi di produzione delle tavole di un fumetto (impaginazione, colore…) rispetto a quelli del mero testo tipografico di un libro.

Uno studioso di storia mi ha confidato che un Suo collega inglese per studiare Garibaldi ha letto anche il fumetto di Tuono Pettinato.
Non mi sorprende, molti fumetti di taglio storico o giornalistico – penso al graphic journalism di Joe Sacco o ai volumi della casa editrice Becco Giallo – sono accuratamente documentati.

In una recente intervista Lei ha dichiarato la sua preferenza assoluta per i fumetti di Corto Maltese del compianto Hugo Pratt; cosa ne pensa della recente uscita de Sotto il sole di mezzanotte, ultima avventura del marinaio firmata da due autori spagnoli, Juan Canales e Rubén Pellejero?
Per quanto ami Corto, credo che le minestre riscaldate siano prive di significato.

Cosa ne pensa invece di Zerocalcare?                                                                                   L’ultimo lavoro, L’elenco telefonico degli accolli, pur essendo sostanzialmente una raccolta di storie già uscite sul suo blog, ha venduto tantissimo nelle scorse settimane. Il valore e il conseguente successo di mercato di Zerocalcare è innegabile ed è normale che la Bao Publishing stia cercando di cavalcare l’onda il più possibile. Quanto ai blog ammetto che diano una certa visibilità a fumettisti emergenti permettendo una fruizione immediata delle loro opere, ma non c’è paragone con un fumetto cartaceo. E spesso in rete vedo fumetti orripilanti, sotto tutti i punti di vista. Non mi spiego davvero come poi al Lucca Comics & Games ci sia il tutto esaurito per i loro autori.

Leggi anche: Come stiamo a fumetti? (1^ parte)

Cultura
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sabato 29 aprile 2017