Silk Road: quando il pusher è online

Ross Ulbricht, in arte Dread Pirate Roberts, è stato arrestato. Non sapete di cosa si sta parlando? Molto meglio per voi: conoscere questo nome, fino a poche settimane fa, poteva significare solamente l’essere in una montagna di guai. Ross Ulbricht è un ventinovenne di San Francisco, ex ricercatore di Scienze dei materiali, promotore di numerose campagne no-profit. Oltre a ciò, Ulbricht è il più grande trafficante di droga che la rete abbia mai ospitato.

Ma andiamo con ordine: ancora più interessante dell’artefice è il mezzo utilizzato per lo sporco mercato. Silk Road, ovvero via della seta, era un sito anonimo, una sorta di eBay dove era possibile comprare tutto quanto è posto oltre il limite del legale: droghe di ogni tipo, dalle pesanti alle leggere, armi, fuochi d’artificio, e perché no, anche qualche gioiello e opera d’arte. Ma per trovare questo limbo oscuro del web non era sufficiente cercare silk road nei motori di ricerca, e sta proprio qui il motivo della lunga fortuna del sito. Per accedere a Silk Road era necessario l’utilizzo di uno speciale browser a pagamento, Tor, che ha la caratteristica di schermare in toto l’identità degli utenti. Una volta effettuato l’accesso in Tor, dunque, si può penetrare nel sottobosco del web, in sentieri bui e anonimi, dove tutto sembra possibile.
Ma come ogni boss che si rispetti, il pirata Ulbricht ad un certo punto della sua illegale carriera virtuale ha voluto sfidare apertamente le forze dell’ordine statunitensi: in un’intervista (anonima) rilasciata a Forbes poche settimane fa, il re degli spacciatori telematici aveva dichiarato candidamente che «l’FBI non sarebbe mai riuscito a scovarlo». Ecco, prendete appunti: mai dire una cosa del genere, i federali s’arrabbiano, s’impuntano. Risultato, Dread Pirate Roberts è stato arrestato, accusato di traffico di droga e di riciclaggio di denaro; non solo, avrebbe anche commissionato l’omicidio di due uomini. Perché gli affari erano sì sul web, in un mondo virtuale, ma dietro agli account si nascondevano persone vere, e un tale traffico di droga, come la tv americana ci ha insegnato, non può avanzare senza lasciare alle proprie spalle dei fattacci di cronaca nera: si dice che un hacker avesse ricattato Ulbricht, minacciando di rivelare l’identità di migliaia di utenti; il boss telematico, per difendere il proprio impero, non avrebbe esitato ad assumere un sicario per eliminare la fuga di notizie.
E pensare che fino a poche settimane fa la pirateria in rete era sinonimo di film in streaming e canzoni scaricate senza pagamenti o diritti d’autore. Ulbricht, attraverso una decina di click, poteva mandare a casa di chiunque qualsiasi cosa, dalle metanfetamine ad una Magnum 38. Altro che Breaking Bad.

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mercoledì 4 ottobre 2017