Mollo tutto e vado a fare il contadino

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Fino a qualche tempo fa zappare la terra era sinonimo di arretratezza e miseria. Oggi le cose stanno cambiando: c’è un richiamo generale verso la terra, verso un nuovo – ma vecchissimo – stile di vita. E non è una fuga dal mondo reale, anzi: è un ritorno al concreto. Chi di noi, seduto al bar, non ha mai sentito qualcuno dei propri amici fantasticare intorno a una vita bucolica, un’esistenza votata al verde e contrassegnata dal cadenzato ritmo delle stagioni? Un pensierino veloce l’abbiamo fatto un po’ tutti – specialmente chi una zappa non l’ha mai presa in mano.
Non è una questione legata solamente alla crisi economica. Il fenomeno del ritorno al terreno coltivato è iniziato ben prima del buio 2008: in Italia un’azienda agricola su tre ha meno di dieci anni, e molte di queste sono imprese di giovani avventurieri. Non si diventa contadini perché “si è senza lavoro”, ma per voglia di cambiare. In questo mutamento ci si aggrappa, forse, a una visione un po’ romantica dell’agricoltura, un modo di pensare che è stato eclissato dalla moderna coltivazione industriale, ma che può rivivere nelle piccole realtà di oggi.
Secondo un’indagine condotta l’anno scorso da Coldiretti e Swg, il 38 per cento dei ragazzi e delle ragazze italiani preferirebbero gestire un agriturismo anziché trovare un impiego in una multinazionale. Una zappa anzichè un computer, una mucca invece del capoufficio, e perché no, un gallo al posto di una sveglia. Certo, nei campi non è tutto rose e fiori (…): andate a parlare con chi il contadino lo fa veramente, da anni, e difficilmente la prima cosa che sentirete uscire dalla sue labbra sarà una lode della vita agricola. Ma dopo qualche battuta sui prezzi bassi della verdura, sulla grandine, e “guarda le mie mani distrutte, e non riesco mai a fare il giro di tutto, non ci sono domeniche, e piove governo ladro…” ecco, dopo l’inevitabile introduzione pessimistica cara a ogni coltivatore e allevatore italiano, giungerà il momento dell’orgoglio per il proprio operato, dal pomodoro cuore di bue grosso come una zucca alla vacca Frisona bella come il sole.
Volete fare i contadini? A settembre lo Stato venderà o affitterà a giovani volenterosi 5.500 ettari di terreni agricoli pubblici, l’equivalente di 7 mila campi di calcio. Gli under 40 avranno diritto di prelazione, oltre a mutui a tasso zero ed eventualmente a detrazioni del 19% sull’affitto.
Se dedicarsi all’agricoltura è il vostro sogno nel cassetto beh, questo è il momento per indossare il cappello di paglia.

 

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giovedì 5 ottobre 2017