IPCC, il clima è in pericolo: occorre ridurre drasticamente l’inquinamento

L’inquinamento ambientale è da sempre un grosso problema per la Terra: ora, però, uno studio dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), rileva che le concentrazioni di gas serra nel nostro pianeta hanno raggiunto i massimi livelli da 800.000 anni a oggi.

Dal 1880 al 2012 la temperatura del globo è aumentata di 0,85 gradi, ma il trend potrebbe portare al raggiungimento del punto di non ritorno (2 gradi) se non si procede a una drastica riduzione delle emissioni, dovute principalmente alla combustione dei carboni fossili e alla deforestazione. La situazione, dati alla mano, è a dir poco preoccupante. Allarmismi esagerati? Tutt’altro: dall’inizio della Rivoluzione industriale (seconda metà del 1700), la quantità di CO2 emessa nell’atmosfera è aumentata del 41%, mentre tra il 1990 e il 2012 – in soli cioè 22 anni – la temperatura del pianeta è schizzata in alto del 32%.

Un grave precedente
Secondo un altro studio condotto dalle Università di Pechino e Tsinghua (Accademia cinese di pianificazione ambientale) e pubblicato sul South China Morning Post, nel 2012 in Cina le morti premature causate dallo smog sono state 670000. La causa? L’alta concentrazione del particolato PM2.5 nell’aria, oltre 35 microgrammi per metro cubo, contro i 10 raccomandati dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). La polvere, sottilissima, penetra direttamente nei polmoni causando ictus, cancro polmonare e malattie coronariche.
Secondo Teng Fei, docente all’Università di Tsinghua, oltre il 70% della popolazione cinese è stata sottoposta a tale regime di inquinamento: per ogni tonnellata di carbone estratto ne deriva un costo di circa 42 dollari causati dall’estrazione, dal trasporto e dalle cure mediche cui – giocoforza – occorre ricorrere.

Le reazioni del mondo politico
Unanime il coro dei politici, in vista della soluzione proposta dall’IPCC (riduzione drastica della CO2 entro il 2050 del 40-70%): «agire rapidamente e in modo decisivo», ha dichiarato Ban Ki Moon, segretario generale dell’ONU. Dello stesso avviso John Kerry, segretario di stato USA, secondo cui «le generazioni future sono a rischio». Ségoléne Royal, all’ombra della Torre Eiffel, auspica una mobilitazione universale immediata (e, a tal proposito, Parigi ha già inaugurato la Foresta Lineare per combattere l’inquinamento), mentre il nostro Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti chiede una presa di coscienza universale.

L’esempio di Masdar City e Dongtan City
Ma si può scongiurare il rischio? Certo, e molte città lo stanno già facendo. Basti pensare agli esempi lampanti e tangibili di Masdar City e Dongtan City per capire che si può e si deve investire in innovazione, infrastrutture e tecnologie sostenibili ed ecocompatibili. Le linee guida? Semplici: eco sostenibilità, sfruttamento del sole e del vento, riciclaggio e compostaggio dei rifiuti fino al 99%, predilezione dei trasporti pubblici (naturalmente a energia solare), acqua depurata, desalinizzata e riciclata.

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martedì 3 ottobre 2017