Il razzismo

Questo articolo fa parte del laboratorio Scrittori di classe

Molto spesso, quando sono in giro per la città, sento tante persone usare espressioni razziste, cioè parlano male di uomini e donne provenienti da altri Paesi del mondo e che in qualche modo giudicano “diverse”. È un atteggiamento che mi è molto antipatico, perché, riflettendo su quello che sento dire, potrei essere io un giorno quella persona che viene giudicata solo perché di un altro colore. Questa è una cosa molto brutta, perché è vile sentirsi chiamare “negro”, quando in realtà le qualità di una persona non dipendono dal colore della sua pelle.

 

Se si potesse fare qualcosa contro il razzismo sarei il primo a rendermi disponibile: sarebbe molto bello che tutti noi aiutassimo le persone in difficoltà perché giudicate “diverse”, in modo da dimostrare che il razzismo non ha nessun fondamento. Il problema è la mentalità della gente, che magari ha paura di quello che non conosce: servono informazione e voglia di conoscere.

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Poiché vengo da un altro Paese, spesso in passato mi è capitato di essere preso in giro solo perché non riuscivo a parlare bene l’italiano e mi sono sentito davvero male, ad esempio escluso da altri compagni. Tutti noi siamo uguali, senza distinzione di colore, sesso o età, ma è difficile capirlo.

 

Un fatto che mi ha particolarmente colpito è un caso di cronaca di cui si è discusso parecchio (si veda ad esempio il seguente link). Una donna, fuggita assieme al suo compagno dalla Nigeria con un barcone e arrivata in Italia, dopo aver perso nel suo Paese di origine una figlia, uccisa dai terroristi di Boko Haram, e i genitori, è rimasta vedova in una maniera terribilmente ingiusta. Infatti, mentre i due passeggiavano per Fermo, comune italiano nelle Marche, il suo fidanzato è stato ucciso a calci e pugni da un italiano, che poco prima, assieme a un gruppetto di amici, aveva preso di mira la donna chiamandola “scimmia”.

 

Tutto questo, purtroppo, accade ancora troppo spesso nel mondo ed è importante imparare la lezione per non commettere più certi errori. La pace è fondamentale per l’umanità, quindi cerchiamo di non odiare nessuno e di essere tutti uniti per un futuro migliore senza razzismo e distinzioni. Tutti meritiamo un futuro migliore.

Attualità, Scrittori di classe
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mercoledì 18 aprile 2018