Babbo Natale passerà in Grecia?

La crisi sotto l'albero

Babbo Natale passerà in Grecia?

È il sei di Dicembre e a Salonicco, seconda città della Grecia, ancora non si percepisce lo spirito delle feste in arrivo. Le poche decorazioni che appaiono sono impoverite dai visi intorno che mostrano che non c’è molto da festeggiare. Questo Natale, pare, sarà festeggiato più che altro per abitudine.

Ultimamente la situazione che affronta la società greca è più complessa e critica. Il problema più superficiale è che la maggior parte delle case e delle persone ha grandi difficoltà economiche. Quando però si osserva più in profondità, si vede che i diritti lavorativi hanno subito un colpo serio. Gli scioperi e gli stop nazionali manifestano la preoccupazione dei lavoratori per l’ineguaglianza delle misure economiche e il calpestare dei loro diritti.

Lo stato sociale si sta disgregando e questo crea insicurezza nella maggior parte dei cittadini. Le grida del fascismo che è già presente in Grecia, le notizie di torture e violazione dei diritti umani nei dipartimenti di polizia, le bande che escono a “caccia di immigrati” ad Atene e in altre città, il nazionalismo crescente e l’eccessivo populismo da parte dei partiti politici, la povertà estrema che aumenta, il fatto che ogni volta più e più gente trova cibo tra i rifiuti e dorme per strada sono alcuni dei problemi che formano parte della vita quotidiana.

La situazione attuale crea uno stress immenso al greco comune. È successo molto in poco tempo e la gente è messa sotto pressione dalla partecipazione al “gioco” di violenza che propone la classe politica, in una realtà che è molto vicina alla follia. Non si può festeggiare quando una persona è piena di rabbia, e in Grecia ce n’è molta.

La maggior parte della popolazione cercherà di passare le feste che arrivano nel migliore e più tranquillo modo possibile. Di certo le autorità mostrano un gran impegno nelle decorazioni delle città, ma c’è qualcosa nell’aria della Grecia che stona. Una delle domande che preoccupano il greco è se della democrazia ci sia rimasto solo il nome, la società si sta disfacendo e questo si percepisce come un’unica sensazione, anche se i fattori che creano questa sensazione sono molto e variabili.

L’arrivo del nuovo anno si percepisce come uno scherzo di cattivo gusto dato che dopo la festa di capodanno si prenderanno nuove misure nel parlamento e la realtà comune da alcuni mesi, per la gran parte, è quella di non pensare a nulla più del pane quotidiano.

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venerdì 12 ottobre 2018