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Serie A: il focus della 22^giornata

Amici sportivi, se avete temuto che l’influsso del Blue Monday potesse rovinarvi il ghiotto weekend calcistico beh, vi sbagliavate di grosso. Tra goleade, rigori falliti, svarioni arbitrali e panchine saltate il rischio di annoiarsi è stato inappuntabilmente scongiurato già dalle prime gare. Nel nostro consueto focus settimanale analizziamo, per punti, i top moments della 22° giornata di Serie A.

  1. Ma quale Djokovic? Se in questi giorni siete stati talmente coinvolti da quello che stava accadendo in Australia al n.1 del tennis mondiale – protagonista di un carosello dai contorni tragicomici (per usare un eufemismo) che non approfondiamo ulteriormente – al punto da dimenticarvi gli alti livelli della vostra calciofilia, ci ha pensato la Fiorentina di Vincenzo Italiano ad avvicinare all’inverosimile terra rossa e rettangolo verde: con il 6-0 rifilato al Genoa del povero Konko, subentrato in corsa e pro tempore in sostituzione del neo esonerato Shevcenko, la viola si proietta prepotentemente a latitudini europee, conferma uno stato di forma invidiabile, e regala ai tifosi una gara da inserire negli annali.
  2. Lambrusco o prosecco? Regione che vai, bollicine che trovi. E se scendono in campo Emilia e Veneto, rappresentate nell’occasione da Sassuolo e Verona, una gara frizzante è il minimo che ci si può aspettare. Detto fatto: al Mapei Stadium gli sbadigli sono stati pochi. 2-4 il risultato finale di un match giocato a ritmi altissimi, con sprazzi di gran calcio e picchi vertiginosi di agonismo. Con questi ingredienti, normalmente decisivi risultano gli episodi e spesso la fortuna, in questo caso ceca e non cieca: è infatti Antonìn Barak, con una tripletta d’autore, a far pendere l’ago della bilancia in favore degli ospiti. Gara da vedere e rivedere.
  3. Giù la saracinesca. Raramente ci è capitato di assistere ad una gara così ricca di occasioni da gol finire 0-0. Atalanta-Inter, sfida scudetto a tutti gli effetti, probabilmente batte questo particolarissimo record: 32 tiri totali di cui 10 nello specchio della porta con altrettante parate decisive e, nel complesso, 76 azioni offensive “pericolose”. Con protagonisti assoluti gli estremi difensori, un punto ciascuno è quanto raccolgono le due formazioni che, ironia della sorte, guadagnano terreno nei confronti del Milan, sconfitto a San Siro dallo Spezia dell’ex bandiera nerazzurra Thiago Motta.
  4. Incredibile dictu. Tutti sbagliano, anche gli arbitri. In questo caso però l’errore è di quelli da far rabbrividire. Milan-Spezia, minuto 89, Bastoni atterra Rebic al limite dell’area e il direttore di gara non concede un sacrosanto vantaggio ai rossoneri: sfortuna vuole, per Serra e per il Milan, che Messias segni e porti in vantaggio i padroni di casa. Il gol non vale e San Siro esplode di rabbia; l’arbitro si scusa in tempo reale e il gioco riprende consegnando agli amanti del thriller lo psicodramma ideale: qualche istante dopo, in contropiede, segna lo Spezia che porta a casa il match. Il seguito è da pellicola: con l’arbitro atterrito e quasi in lacrime, alcuni giocatori del Milan provano a consolarlo. Incredibile dictu.
Sport
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domenica 21 Luglio 2024