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Serie A: il focus sulla 10° giornata

Verona-Milan è di quelle gare che, a prescindere dalle contingenze, ha da sempre il suo fascino. Vuoi per la rivalità tra i due club, vuoi per la storia che ha attribuito l’aggettivo “fatal” al capoluogo di provincia veneto, da sempre trasferta insidiosa per i rossoneri. Se, in aggiunta a tutto ciò, troviamo oggi un Diavolo obbligato a non perdere il contatto con la vetta della classifica ed un Hellas fresco di rivoluzione tecnica,  con il recentissimo esonero del tecnico Gabriele Cioffi sostituito da Salvatore Bocchetti, il piatto è servito.

A corroborare le premesse, il campo ha fatto la sua parte: il sunday night match della 10° giornata di A è stata una partita bella e combattuta che ha visto i padroni di casa riscoprire quell’intensità fisico-tattica che ha rappresentato le fortune del duo Juric-Tudor (di cui Bocchetti è “figlio” naturale) e assediare la squadra di Pioli per la quasi durata totale della gara. A spuntarla però, al triplice fischio, sono stati gli ospiti, bravi a sfruttare con chirurgico cinismo le, poche, sbavature della retroguardia scaligera e a segnare in contropiede un gol per tempo, cogliendo 3 punti fondamentali per la classifica.

Nel nostro consueto approfondimento sulla Serie A, vi proponiamo il Pagellone della partita:

HELLAS VERONA

Montipò 7: Tiene in partita i suoi quando le energie vengono meno nel finale, sempre attento per il resto della gara.

Hien 6,5: Sempre sul pezzo, regala poco o nulla all’attacco rossonero che spesso si scontra con la sua fisicità.

Magnani 6,5: Rispolverato da Bocchetti, regala una prestazione impeccabile e, finche lui è in campo, il Milan fatica a sfondare.

Gunter 7: Fresco di rinnovo, al di là del primo gol in Serie A regala un’ottima prestazione difensiva, riuscendo spesso a rendersi pericoloso in avanti.

Faraoni 6: Titolare dopo settimane di stop forzato, si riprende la fascia con una prestazione di qualità e quantità: imprescindibile.

Tameze 6,5: Bentornato: corre, difende, attacca e gioca d’esperienza nelle fasi più delicate della gara. Il ritorno al vecchio “modus giocandi” è per lui un toccasana.

Veloso 6: Sfortunato in occasione dell’autogol, detta i tempi di gioco e tiene con sicurezza le redini della squadra scaligera.

Depaoli 6: Soffre all’inizio su alcune ripartenze avversarie, poi è bravo a trovare le contromisure e a proporsi con continuità in avanti.

Hrustic 6,5: La fantasia al potere: l’Hellas riscopre un numero 10 degno di tale nome. Prima di uscire per acciacchi fisici rappresenta una spina nel fianco costante per il Milan, sfiorando anche il gol.

Verdi 6,5: La sua classe non era mai stata messa in dubbio, sta ritrovando anche continuità dal punto di vista fisico: la salvezza del Verona passerà anche dai suoi piedi.

Henry 6: Lotta su ogni pallone e, nei momenti di difficoltà, il suo lavoro è prezioso per far salire la squadra. Lascia il posto a Djuric quando le energie cominciano a scarseggiare.

Djuric 6: Gettato nella mischia nella ripresa, si mette l’elmetto e fa sentire in area in suoi centimetri e la sua esperienza.

Piccoli 5,5: Anche lui chiamato a dare il suo contributo nella ripresa, fatica ad entrare in partita: le qualità ci sono ma il ragazzo va aspettato ed il lavoro di Bocchetti in tal senso sarà fondamentale.

All. Bocchetti 7: In pochi giorni di lavoro ritrova il “suo” Hellas vissuto prima da giocatore, poi da secondo di Igor Tudor. Peccato per il risultato ma la prestazione sfoderata è ineccepibile: il “predestinato” potrebbe essere davvero lui.

 

MILAN:

Tatarusanu 5,5: Sempre presente ma non regala alla retroguardia quella sicurezza che ci si asspetterebbe.

Hernandez 5,5: Impiegato da “tuttocampista”, finisce per fare tutto discretamente bene senza però brillare.

Tomori 5,5: Alterna buone chiusure a incertezze puerili, non è nel suo miglior momento e si vede.

Gabbia 5: Colpevole in occasione del primo gol gialloblù, non trova mai il passo giusto.

Kalulu 6,5: Gara di qualità e quantità, di lì passare è difficile: garanzia.

Krunic 5,5: Giocare contro un Hellas del genere, soprattutto là in mezzo, non è semplice e spesso viene fagocitato dalle trame avversarie.

Leao 6: Ogni pallone recuperato può trasformarsi in occasione letale, nei fatti l’eventualità si concretizza in una sola occasione: troppo poco per uno come lui.

Adli 5,5: Mai completamente in partita, si limita al compitino.

Diaz 6: In una gara di alto livello agonistico fatica e non poco, mezzo punto in più per il bellissimo pallone che mette Giroud (che spreca) davanti a Montipò ad inizio partita.

Giroud 5: Paga le fatiche di coppa ed è un’evidenza: spreca troppo e non gli riesce neppure il lavoro sporco.

Tonali 7: Milgliore in campo dei suoi: corre, tesse trame e segna anche il gol partita.

Rebic 7: Entra e la squadra cambia passo, suo l’assist per il 2-1 di Tonali.

All. Pioli 6,5: Certe partite vanno vinte e basta e lui la vince: non brillante ma efficace.

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