Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

Perché LeBron James è il vero GOAT della pallacanestro

La prima metà della stagione dei Los Angeles Lakers è una di quelle cose per cui vale e non vale la pena vivere. Un disastro che non è completo solo grazie a un signore che ha appena raggiunto i 38 anni: LeBron James. Fa quasi ridere, se ci pensiamo: il giocatore più decisivo di una franchigia lustrissima dovrebbe essere invece ormai pronto alla pensione. Eppure LeBron, per un qualche mistero della scienza, continua a inanellare prestazioni di dominio assoluto e asfissiante, nemmeno avesse 28 anni. Altro che 38.

Certo, l’avanzare dell’età vale anche per lui. Se attacca, non difende. Se si spreme nel portare canestri alla propria squadra, poi gli manca il fiato per giocare una difesa coscienziosa e attenta. E questo è un bel problema per i Los Angeles Lakers, una squadra diventata tristemente celebre, specie quest’anno, per le amnesie difensive. Vale però la filosofia di Zdeněk Zeman: non conta quanti gol prendi, se ne fai uno in più dell’avversario. Perciò LeBron continua ad attaccare, a segnare e a vincere. Il suo 2023 è iniziato con i fuochi d’artificio: 47 punti alla vigilia di Capodanno, 43 un paio di sere dopo. E la squadra misteriosamente ha ripreso a vincere e sembra più convinta di sé.

A questo punto si ripresenta l’annosa questione del G.O.A.T. (Greatest Of All Time) e non possiamo esimerci dall’affrontarla, forse una volta e per tutte. In che modo? Beh, partire dai numeri sembra un’ottima idea. All’età di LeBron James, Michael Jordan faceva registrare – al suo terzo rientro nella NBA con i Washington Wizard – una media di circa 21, 22 punti a partita. Comunque ragguardevole, vista l’età. Ma LeBron sta viaggiando attualmente a 29 punti di media, una delle più alte della sua carriera. Soprattutto, sa gestire gli equilibri di una partita di pallacanestro con la stessa serena sicurezza di un lupo di mare in mezzo alla tempesta, con una consapevolezza del mezzo che non ha eguali. Dà l’idea di poter trascinare da solo una squadra raffazzonata come i Lakers ai Playoff.

Anche a cercare altrove, in altri sport, è difficile trovare un confronto valido. Forse solo Tom Brady vale in questo senso. Tom Brady che, per la cronaca, è riuscito a portare i Tampa Bay ai Playoff, dopo una stagione piuttosto difficile. Tom Brady che, sempre per la cronaca, di anni ne ha 45, e ha già vinto ogni cosa possibile. Ma non divaghiamo. LeBron James è tutto questo: un record-man, un uomo in grado di spostare gli equilibri con la sua sola presenza (i Cleveland Cavaliers del 2016 ne sanno qualcosa), un campione unico nel suo genere che ha dato tantissimo alla pallacanestro.

Al momento non ha intenzione di ritirarsi. Anzi, voci circolate a inizio stagione parlano di un LeBron intenzionato a giocare ancora sei o sette anni. Sembra impossibile, visto che a quel punto di anni ne avrebbe 45. Ma LeBron James ha la brutta abitudine di fare un po’ come gli pare. E di riuscirci benissimo.

Sport
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

  • Il #Moltiplicazionifestival 2022 ha avuto tra i suoi protagonisti i green content creator Alice P ...
  • Nel corso del #Moltiplicazionifestival è stato proiettato il documentario “PrimAscesa – la m ...
  • Tra gli eventi di apertura del Moltiplicazioni 2022, si è tenuto un dialogo d’ispirazione ince ...
  • Vi raccontiamo in quest'approfondimento l'incontro "Siamo Ovunque. Dialoghi ed esplorazioni sul m ...
  • La nostra redazione, lo scorso fine settimana, ha seguito il #moltiplicazionifestival di Rovereto ...
  • Puntuale come ogni anno, prima della fine dell’estate, anche nel 2022 è tornato Poplar Festiva ...

mercoledì 1 Febbraio 2023